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Omicidio Vannini: oggi l'udienza

Omicidio Vannini: oggi l'udienza

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Momenti di autentica fibrillazione si respirano nella casa di Marco Vannini in attesa dell’udienza preliminare di stamattina. Ci sarà una svolta?

Si parla di un gioco, di uno scherzo finito tragicamente, un colpo di pistola partito per errore nella villetta di via A. De Gasperi dall’arma del capofamiglia, quarantottenne luogotenente della Marina Militare.

Tante versioni, tutte corrette, tutte da verificare. Perciò i parenti si sono costituiti parte civile e con l’aiuto di due avvocati vogliono sapere l’esatta dinamica dell’incidente.

Alla tesi del gioco, Marina e Valerio, genitori del povero ragazzo non credono e non ci hanno mai creduto. Perciò hanno gridato attraverso televisione, stampa, social network tutta la loro rabbia, il loro dolore per non essere ancora riusciti ad avere una spiegazione, una dichiarazione, sincera, del motivo per cui il loro figlio, comunque, non c’è più.

Tante strade percorse in cerca di quella verità che si fa fatica a far emergere. Ogni giorno una tessera nuova ma solo indiscrezioni. Voci che raccontano scenari improponibili e mai confermati.

Veramente avrebbe sparato Antonio Ciontoli e come militare non sapeva che la sua pistola aveva il colpo in canna? E se non è stato lui chi ha sparato e perché? Chi voleva “coprire” chi?

Su una cosa i Vannini sono concordi: quella sera successe qualcosa, ci fu un fatto scatenante che avrebbe innescato una reazione imprevedibile, inimmaginabile, un’esplosione di follia incontrollabile, costata la vita al giovane ceretano. Ma quale fu? Su questo non cedono di un millimetro: vogliono avere giustizia e verità.

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