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Tutti rinviati a giudizio

Tutti rinviati a giudizio

Inizierà il 23 maggio prossimo il processo ai cinque imputati per la morte del giovane Marco Vannini. Accusati di omicidio volontario i componenti della famiglia Ciontoli. Omissione di soccorso per Viola Giorgini. Mamma Marina: «Sono contentissima. Non vedo l’ora di andare a casa e portare un fiore a Marco»

di DANILA TOZZI

 

LADISPOLI – Si aspettavano con ansia i risultati della giornata di ieri in occasione della seconda udienza preliminare, dopo quella del 9 febbraio, a carico della famiglia Ciontoli e della fidanzata di Federico, Viola Giorgini: tutti rinviati a giudizio. È questa la decisione presa ieri dal Gup dopo 6 ore di udienza e oltre 2 ore e mezza di camera di consiglio: da indagati passano ad imputati. Così Antonio Ciontoli, unico presente nell’aula del Tribunale di Civitavecchia, la moglie Maria Pezzillo, i figli Martina e Federico Ciontoli dovranno rispondere di omicidio volontario con dolo eventuale mentre per Viola Giorgini l’accusa è di omissione di soccorso. Invariati quindi i capi di imputazione. Presenti in aula i Vannini con i loro legali Celestino Gnazi e Mauro De Carolis, compreso l’avvocato Coppi, assente nella prima udienza.

Da parte dei Ciontoli è comparso per la prima volta in aula Antonio, reo confesso di aver esploso un colpo di arma da fuoco su Marco Vannini, fidanzato della figlia Martina. Per lui l’ingresso in tribunale dal retro, in un’entrata secondaria per evitare la ridda di telecamere, microfoni di giornalisti e fotoreporter pronti a riprendere anche solo un’immagine dell’uomo che quella sera del 17 maggio scorso ha spezzato per sempre la vita del giovane Marco.

Si respirava un’aria di grandi eventi dentro e fuori il Tribunale e nonostante la fibrillazione perché per la prima volta, dopo il tragico evento, si sono ritrovati faccia Antonio Ciontoli con i parenti di Marco, l’udienza è filata liscia senza incidenti. L’imputato ha avuto un momento di debolezza piangendo mentre parlava con il suo avvocato; Marina la mamma di Marco si è sfogata invece fuori, a udienza conclusa, commossa, molto provata ma sollevata: «Sono felicissima – ha commentato – non vedo l’ora di andare a casa e portare a Marco un altro fiore. Un altro passo verso la giustizia. Non voglio rilasciare altre dichiarazioni al momento ma come al solito sono fiduciosa e continuo a credere e a chiedere verità e giustizia».

Ha poi aggiunto “Confidiamo nella giustizia, consapevoli che comunque sarà un percorso lungo e difficile, però due punti ci fanno ben sperare, le perizie hanno confermato che con quella pistola non poteva essere stato un colpo accidentale e che Marco si sarebbe potuto salvare se solo fossero stati chiamati in tempo i soccorsi”.

Comunque per la famiglia Vannini un grosso, anzi grossissimo passo avanti come ha commentato lo zio di Marco, Roberto Carlini, sempre in prima linea per ottenere quella verità e giustizia che sembra ora sempre più vicina. Dalle prime battute Roberto Carlini, zio di Marco aveva fatto trapelare che per Viola Giorgini poteva non scattare il rinvio a giudizio, perciò non sembrava un risultato scontato ma dalla decisione del Gup è poi emerso il contrario.

La famiglia Vannini è stata soddisfatta della requisitoria del Pm. Tra i banchi della difesa Antonio Ciontoli durante tutto il tempo dell’udienza ha tenuto lo sguardo basso ed ha compilato intere pagine di appunti. Poi l’uomo ha abbandonato il tribunale intorno alle 14, al termine dell’udienza e quando il giudice si è ritirato in camera di consiglio. Soddisfazione è stata espressa anche dagli avvocati difensori dei Vannini i quali hanno dichiarato che è stato segnato un punto a loro favore accettando i capi d’imputazione originali.

Fuori dall’aula invece sono intervenuti i legali dei Ciontoli. L’avvocato Messina contesta la ricostruzione del pubblico ministero. “Le perizie ed il tappeto processuale danno una situazione completamente diversa da quello e emerge e comunque dalla ricostruzione del pubblico ministero”. Sempre Messina ha aggiunto che dalla ricostruzione del Pm non emergerebbe l’elemento soggettivo che semplifica quindi la situazione.

Con il rinvio a giudizio di oggi parte di fatto il processo agli imputati. La prossima udienza è fissata per il 23 maggio, a distanza di poco più di un anno dalla morte di Marco. L’udienza è stata seguita passo passo attraverso la pagina del social “Giustizia e Verità per Marco Vannini.

Ecco una dichiarazione del sindaco Alessio Pascucci che riportiamo testualmente: “Ho appena appreso la notizia dei 5 rinvii a giudizio del caso Vannini. La tragica e prematura scomparsa di Marco ha segnato in modo indelebile la sua famiglia e l’intera comunità di Cerveteri.

Niente potrà mai lenire questo dolore. Le Istituzioni hanno però il dovere di garantire Giustizia alla sua famiglia. La decisione del Gup di oggi sembra segnare un primo, importante passo su questa lunga strada. A nome della Città di Cerveteri esprimo tutta la mia vicinanza a Valerio e Marina.”

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