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Fargnoli: "I cittadini hanno già dato oro alla patria"

Fargnoli: "I cittadini hanno già dato oro alla patria"

LADISPOLI – «Chi ama vivere di ricordi è anche tenuto a non dimenticare». Gabriele Fargnoli, consigliere di maggioranza di Ladispoli, segue da vicino il confronto che si è aperto a mezzo stampa in questi giorni, dopo la sua stessa dichiarazione sulla necessità di attuare su Cupinoro un processo di messa in sicurezza, di bonifica e infine di riapertura. Una linea, quella di Fargnoli, in controtendenza con il vento della piazza (che ha manifestato a Ladispoli sabato 27 febbraio, ndr) e che ha suscitato, fra le tante, anche reazioni di contrarietà.  Ma Fargnoli chiede rispetto «per il percorso sin qui svolto.
Nel 2013 – sottolinea – feci approvare una mozione, votata all’unanimità dal Consiglio comunale di Ladispoli, alla quale fece poi seguito una sessione consiliare aperta inter-comunale, presenti i sindaci Sala (Bracciano) Pascucci (Cerveteri) e Bacheca (Santa Marinella) con lo scopo esatto di chiarire che fine avessero fatto i fondi destinati al trattamento Post Mortem del bacino di Cupinoro, ossia la riserva che tutte le 27 città che nel tempo avevano fruito della struttura si erano debitamente prese cura di accantonare» versando le quote alla Bracciano Ambiente. Un tema che Gabriele Fargnoli ha preso a cuore sin dall’inizio, e su cui non accetta né amnesie ne lapsus strategici.
«Si tratta di un fondo – riprende il consigliere – che solo per la quota di Ladispoli ammonta a circa 5 milioni .
La storia ci ricorda che il sipario sulla faccenda su cui oggi indaga la Procura di Civitavecchia è stato alzato grazie a quella mia iniziativa politica appoggiata dalla giunta Paliotta e da tutti i consiglieri comunali, e che colse d’anticipo tutti i comitati».
«Mi piace ripetere – spiega Fargnoli – che queste due tappe del processo di risanamento ambientale le abbiamo già pagate! E a peso d’oro.
La Procura deve fare il suo lavoro per il recupero dei fondi, ma i cittadini hanno già dato oro alla Patria,” come dire che non ci si può esimere dal doppio passaggio».
Quanto a Cupinoro “io mi sono espresso a favore di Cupinoro perché è un impianto che già esiste. Contestualmente all’opera di bonifica il sito può diventare sede di trattamento della differenziata e abbattere così i costi creando un ciclo virtuoso valorizzando al massimo la nostra differenziata. In fondo – taglia corto Fargnoli – si tratta dell’installazione di rulli di smistamento per sezionare e ottimizzare il materiale (plastica vetro ecc.) e del’impiego di una o più squadre di addetti ai lavori. Così si che si trasforma il rifiuto in risorsa. Nulla di inarrivabile.
Se poi – osserva inoltre il consigliere Fargnoli – si può arrivare a federare in un Consorzio i Comuni confinanti e trovare un’area idonea nel nostro comprensorio, come peraltro vuole la Legge, per lo smaltimento dei rifiuti in house, io non ho nulla in contrario. Anzi».

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