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Hcs in Consiglio: è bufera

Hcs in Consiglio: è bufera

Venerdì in discussione l'atto di indirizzo per utilizzare i 10 milioni di Enel per finanziare il piano di concordato. Pucci (M5S): Una delibera importante". Grasso (La Svolta): "Ancora aria fritta. E non si provi a farlo passare come il voto sull'accordo con la spa elettrica"

CIVITAVECCHIA – Sarà portato venerdì in consiglio comunale un atto di indirizzo per utilizzare 10 milioni (2 all’anno per 5 anni) dell’accordo Comune-Enel sottoscritto a dicembre dal sindaco Cozzolino per finanziare il piano di concordato di Hcs.

«Una delibera molto importante – a detta del consigliere M5S Marco Pucci – le disastrate condizioni del bilancio comunale non avrebbero consentito al Comune di finanziare il piano di concordato in assenza di questo contributo esterno. Subito dopo saranno presentati i piani di concordato e si creerà la nuova società. Il lavoro da parte dell’amministrazione è stato completato e sarà illustrato e portato in Consiglio Comunale nelle prossime settimane, adesso ci si raccomanda al senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti perché, date le pessime condizioni dell’Ente, da eventuali ostacoli ci sarebbe solo da perdere e nulla da guadagnare, soprattutto da parte dei lavoratori delle partecipate».

Un quadro che però non convince il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, convinto di come l’amministrazione non abbia «la minima idea di come salvare le partecipate. Questo atto di indirizzo, allo stato delle cose, è ancora aria fritta, sulla scia di quanto propinato finora dall’assessore fantasma Savignani, che non ha concordato nulla nemmeno con i sindacati e non si è presentato in commissione ad illustrare l’esito del suo lavoro e la delibera di cui stavolta è relatore direttamente il Sindaco». Secondo Grasso «impegnare subito 2 milioni a fronte di quasi 40 milioni di debiti per creditori che attendono già da 4 anni di essere pagati – ha aggiunto – significa presentarsi con una proposta risibile. Ma questo eventualmente saranno i creditori ed il Tribunale a dedicderlo. Certo è che comunque non si tiene minimamente conto di quanto previsto dalla riforma Madia, che tra poche settimane entrerà in vigore, e comunque dalle leggi di Stabilità del 2009 e del 2014, che in presenza di società in perdita escludevano la possibilità di costituire nuove aziende. Inoltre, continua a non essere chiaro come da un lato si pensi di mettere sul tavolo 2 milioni e dall’altro si riescano ad accantonare i 9-10 milioni previsti dalla legge di stabilità 2015 per il 25% del debito consolidato di Hcs e per le ulteriori perdite della società». Ed il capogruppo della Svolta paventa l’ipotesi che si voglia «contrabbandare il passaggio in Consiglio, che richiama l’accordo di dicembre con Enel, come il voto richiesto dalla stessa Enel nel massimo consesso cittadino. Il dubbio è legittimo, in quanto, a ben vedere, forse in questo caso – ha sottolineato Grasso – non ci sarebbe nemmeno bisogno del voto del Consiglio Comunale per dare mandato al dirigente dei Servizi Finanziari di utilizzare i soldi Enel per il concordato. A meno che, appunto, non si voglia far credere che ad essere così passato in Consiglio Comunale è stato tutto l’accordo con Enel. Se questa fosse la reale intenzione di Cozzolino, sappia che mancherebbe comunque la questione principale per cui è necessario che si esprima, senza trucchetti di sorta, il Consiglio Comunale: ossia la restituzione all’Enel dei 10,4 milioni dal 2023 al 2034. E che quindi – ha concluso – rimarrebbero aperte tutte le questioni finora sollevate dalla minoranza».

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