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"Lo sguardo e l'oggetto": successo per il primo appuntamento

TARQUINIA – Concluso il primo degli appuntamenti della terza edizione del ciclo “Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte”. La rassegna organizzata dalla Delegazione Fai di Viterbo in collaborazione con la Fondazione Etruria Mater, ha richiamato oltre settanta persone provenienti da diverse zone della provincia viterbese. Dopo una breve introduzione di Silvia Grassi Pottino, presidente della Fondazione, e grazie agli interventi della restauratrice Cristina Tomassetti e dell’archeologa Lorella Maneschi, capo Delegazione del Fai-Viterbo, i presenti hanno avuto la possibilità di conoscere, attraverso la descrizione storica ed artistica della nota tomba degli Scudi, un periodo che vide Tarquinia come una sorta di “isola felice” non ancora coinvolta, cioè, dal progressivo declino di molte importanti città d’Etruria già avviato dalla incalzante espansione di Roma. Quel periodo fu il IV secolo a.C., quando a Tarquinia dominano pressoché indisturbate le ricche e potenti famiglie dell’aristocrazia terriera, tra le quali quella dei Velka. E proprio ai Velka appartenne la stupefacente tomba degli Scudi eletta luogo del cuore Fai 2015. Grazie a questo, una porzione delle pitture commissionate da Laris Velka poco dopo la metà del IV secolo a.C. sarà presto restaurata soprattutto grazie ai fondi elargiti dal Fai.
F.F.

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