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Consorzio di Bonifica, Torresi: "Situazione critica ma non irreparabile"

Consorzio di Bonifica, Torresi: "Situazione critica ma non irreparabile"

TARQUINIA – Continua a tenere banco la situazione del Consorzio di Bonifica.
Dopo il botta e risposta tra sigle sindacali, preoccupate per gli stipendi dei dipendenti ed il presidente Vincenzo Fava che ha parlato di un ente sano, ad intervenire è il consigliere Augusto Torresi, di solito critico verso il modus operandi dell’attuale amministrazione.
Consigliere Torresi, come giudica la situazione attuale del Consorzio di Bonifica?
Critica, ma non irreparabile. L’ente sembra avere difficoltà di liquidità, ma ha molti crediti da riscuotere, buona parte dalla proprietà consorziata, ed una grande parte dalla Regione Lazio. Una reale e incisiva politica di recupero dei crediti potrebbe togliere l’ente dalle attuali difficoltà.
Cosa si sente di dire ai sindacati che in questi ultimi giorni sono usciti allo scoperto manifestando tutte le loro paure per un futuro non proprio roseo?
Al personale dipendente, non posso che fare le mie personali scuse, assumendomi la mia parte di responsabilità di amministratore. I dipendenti hanno il dovere di lavorare, e debbono essere pagati regolarmente, non è giusto che tutti i mesi si debbano domandare se troveranno accreditati stipendi o salari.
Lei inizialmente sosteneva il progetto e le linee programmatiche del Presidente Fava, cosa le ha fatto cambiare idea?
Mi dispiace dover fare una precisazione: io non ho mai appoggiato il progetto del presidente Fava, perché, a mio parere, non ha nessun progetto. Per essere chiaro, io mi sono candidato con il progetto di amministrare il consorzio seguendo il solco tracciato dal compianto Emidio Palombi. Il presidente Fava, invece di impegnarsi per terminare l’opera, si sta impegnando per realizzare un secondo canale sedimentatore e due condotti di restituzione, indispensabili a far sì che un soggetto privato abbia la possibilità di sfruttare a fini idroelettrici la condotta adduttrice dell’impianto irriguo delle piane di Tarquinia. Se lo avessi saputo non lo avrei votato per fare il presidente dell’ente.
Il Presidente della Coldiretti di Tarquinia Alessandro Serafini recentemente ha dichiarato che il Consorzio ha operato con il confronto e la condivisione dei programmi, nel rispetto assoluto delle dinamiche assembleari interne e nella salvaguardia degli equilibri di bilancio. Si sente di sottoscrivere ciò?
Non credo che ci siano risposte possibili da dare al presidente Serafini. Credo che lui abbia un senso della democrazia che è diverso dal mio. Consiglio però al presidente Serafini di non parlare a nome delle sezione Coldiretti di Tarquinia quando esterna il suo pensiero.  
Come vede il futuro del Consorzio di Bonifica?
Per quanto riguarda il futuro, ritengo l’attuale situazione patrimoniale dell’ente degna di suscitare preoccupazioni ma non irreparabile. Ciò che mi preoccupa maggiormente sono le conseguenze che deriveranno dalla decisione di concedere a un soggetto privato lo sfruttamento a fini idroelettrici della condotta adduttrice dell’impianto irriguo delle Piane di Tarquinia. Perché non si fa un’assemblea pubblica sul tema? Cosa c’è da nascondere? Quanto pensano di tenere il segreto su questa vicenda?
F.F.

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