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Dehors: la storia infinita

Dehors: la storia infinita

L'assessore D’Antò rassicura e dichiara: "Alcuni alcuni commercianti sono talmente soddisfatti degli ombrelloni da non voler tornare indietro". Si scatena la reazione dei commercianti che sui social attaccano l'amministrazione

CIVITAVECCHIA – Dehors, la storia infinita secondo D’Antò sta per giungere all’ultimo capitolo. L’assessore al commercio è stato ospite telefonico alla trasmissione radiofonica Achtung, di Radio Stella città, condotta da Gloria Trotti ed ha assicurato: «Il procedimento in realtà si sta accorciando – ha spiegato – abbiamo mandato rilievi fotografici alla Soprintendenza che li sta analizzando e darà al Comune dei requisiti tecnici per le strutture che dovranno essere autorizzate nella zona rossa ed in più ci manderà anche due o tre modelli di Dehors, quindi immediatamente attuabili». Si tratterebbe quindi di attendere ancora anche se, sempre secondo l’Assessore, si intravedrebbe una luce in fondo al tunnel ‘‘Dehors’’. 

D’Antò ha persino mostrato entusiasmo: «Appena la Soprintendenza ci darà questi modelli con i requisiti tecnici noi faremo la modifica al regolamento dei dehors e quindi – ha continuato il pentastellato – si potrà avviare il procedimento per autorizzare altre tipologie rispetto a quelle già autorizzate». L’Assessore ha poi detto che al centro della città, o ‘‘zona rossa’’ che di si voglia, ci sono già alcuni dehors autorizzati con ombrelloni, tavoli e sedie, aggiungendo: «Tanti commercianti avendo sperimentato ombrelloni tavoli e sedie hanno deciso di rinunciare alla struttura perché mi hanno detto che i clienti si trovano meglio con queste strutture aperte, le apprezzano di più e quindi loro non faranno la richiesta per la struttura chiusa».
La dichiarazione ha suscitato la reazione dei commercianti che si sono scatenati sui social, come ad esempio:  «Prova a venire a mangiare all’aperto con tutta la famiglia, magari – scrive uno dei diretti interessati – in una serata come ieri. Prova a venire, così ti faccio constatare la differenza dei corrispettivi da quando avevo una struttura chiusa ad oggi che non c’è più».
Questo è soltanto un estratto di uno dei post, ovviamente il tutto farcito da una buona dose di invettive, ma insomma non è poi così difficile rendersi conto che i commercianti non sembrano così entusiasti per lo stato attuale delle cose.
La guerra dei Dehors continua tra promesse più o meno infrante e lavoratori sempre più sul piede di guerra.

Manuela Busnengo

 

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