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"Basta parlare di depistaggio subito dopo lo sparo"

"Basta parlare di depistaggio subito dopo lo sparo"

OMICIDIO VANNINI.  Gli avvocati dei Ciontoli Andrea Miroli e Pietro Messina contro Carmelo Abbate. I due legali: "Per Viola ragioni valide che ci hanno indotto a non optare per il patteggiamento"

LADISPOLI – Replicano gli avvocati della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina, a quanto affermato in una trasmissione Tv da Carmelo Abbate.
«Innanzi tutto – spiegano i legali –  egli continua a sostenere che ci sarebbe stata una continua opera di depistaggio, successivamente allo sparo, da parte degli imputati. Tale considerazione travalica le risultanze del diritto dovere di cronaca cui dovrebbe essere improntato il suo agire di giornalista».
Secondo il Dott. Abbate, infatti: “La logica vorrebbe che Viola Giorgini, che ha un’imputazione meno grave, te la porti fuori a patteggiamento. Se fosse andata a patteggiamento sarebbe andata subito in giudicato uscendo dal processo, ma a quel punto Viola sarebbe stata testimone per l’accusa e non si sarebbe più potuta avvalere della facoltà di non rispondere. A quel punto sarebbe stata sotto giuramento costretta a raccontare la verità”.  
«La verità processuale, invece – spiegano Miroli e Messina – va nel senso diametralmente opposto e cioè dell’insussistenza a Suo carico del fatto di reato, quanto meno per ciò che concerne l’elemento soggettivo.
Per tale motivo, conseguentemente, non si è scelto il patteggiamento e non certo per le motivazioni addotte dal giornalista».

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