Pubblicato il

Benedetti: "Zona commerciale abbandonata"

Benedetti: "Zona commerciale abbandonata"

TARQUINIA – “Se gli operatori della zona artigianale tarquiniese piangono in fatto di condizioni della rete viaria, in alcuni tratti in stato di dissesto ed in altri di perdurante incuria, quelli del contiguo comprensorio commerciale di certo non ridono”. Esordisce così Enrico Benedetti, noto imprenditore e locale presidente del Consorzio insediamenti commerciali di località Colonia Elisabetta, che dipinge una situazione non proprio idilliaca. «Posto, infatti – prosegue Benedetti – che l’Amministrazione comunale ha assunto in carico sin dal lontano 1995, con atto formale, le infrastrutture primarie realizzate dal Consorzio tra lottisti, si deve evidenziare che, da allora, non sono stati realizzati rifacimenti completi dei manti stradali, cercando di tamponare gli inevitabili danni sopraggiunti con il tempo mediante l’abusato sistema delle “pecette”. Le quali, temporaneamente risolto il problema delle buche, si trasformano in breve in avvallamenti che rallentano e rendono insicura la circolazione veicolare. Identica omissione ha riguardato, e riguarda, le aree destinate a parcheggio veicoli, tuttora prive di delimitazione degli stalli di sosta, cosicché tutto è lasciato al libero arbitrio degli automobilisti. Pure privo dei necessari interventi manutentivi il patrimonio segnaletico, di più recente realizzazione, che mostra qui e là manifesti segni di degrado». Benedetti circoscrive il suo attacco tirando in ballo responsabilità precise. «Considerato ora che i due insediamenti, artigianale e commerciale, si sono fusi sino a costituire un “unicum” edilizio – ha aggiunto – si è considerato, nelle stanze che contano, che la grande strada di penetrazione a servizio dell’intero insediamento sarà investita, tra breve, dal traffico di mezzi pesanti diretti all’autostrada, e perciò ad un’usura a dir poco centuplicata? Se però – è la conclusione di Benedetti – l’iniziativa pubblica si esaurisse, come d’uso, nella collocazione di panchine e fioriere e, magari, di qualche “incatenamento”, tipo via Garibaldi (a proposito, che fine ha fatto la ferraglia rimossa?), allora non resterebbe che raccomandarci all’Onnipotente».
F.F.
 

ULTIME NEWS