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"La soluzione non è in questa delibera"

"La soluzione non è in questa delibera"

La questione Hcs torna ad infiammare l’aula Pucci. Insulti e scontri accesi tra le parti. Presentato l’atto di indirizzo per vincolare 10 milioni di Enel per i piani di concordato. Opposizione all’attacco: "Non si salvano così le società". Savignani: "Chiarezza e responsabilità da parte nostra"

CIVITAVECCHIA – Interventi più volte interrotti, critiche dei lavoratori presenti rivolte anche ai passati amministratori, insulti, arroccamenti, scontri verbali (anche accesi come quello tra Tidei e Savignani) tra maggioranza ed opposizione. Ancora una volta la questione Hcs ha infiammato il consiglio comunale, che ieri si è riunito per votare l’atto di indirizzo per l’individuazione delle risorse a supporto dei piani di concordato delle società Hcs, Argo, Ippocrate e Città Pulita nell’ambito dello ‘‘Schema di attualizzazione dell’accordo tra Comune ed Enel del 2008’’. I dieci milioni di Enel (due per cinque anni) serviranno a finanziare i piani di concordato. E la delibera, come sottolineato dal segretario Cordella, va a vincolare proprio queste somme.

«Un atto di chiarezza e responsabilità nei confronti dei dipendenti e della città – ha sottolineato l’assessore Marco Savignani – parte dei soldi che arriveranno dall’accordo Enel saranno destinati al pagamento dei debiti delle partecipate. I prossimi step saranno la delibera per la costituzione della nuova società, anche al prossimo consiglio avendo già gli atti pronti. Poi la presentazione dei piani di concordato in tribunale e, sotto il controllo del tribunale e della Corte dei Conti, il passaggio dei dipendenti con accordo sindacale, e quello dei servizi. Spero si possa chiudere tutto entro breve tempo». Anche se, come evidenziato in modo piuttosto acceso dal sindaco Cozzolino, «senza il “viaggio della speranza ad Enel” dell’opposizione, questa storia sarebbe finita due mesi fa. Noi i soldi per tentare di evitare il fallimento li stiamo mettendo – ha spiegato – ci abbiamo messo venti mesi per trovarli e non è stato facile».

Ma non è di questo parere la minoranza, che ha annunciato di astenersi dalla votazione «per non dare alibi alla maggioranza – ha spiegato Marco Piendibene – da oggi il nostro atteggiamento cambia». «Sul concordato ci presentiamo con 2 milioni a fronte di 40 milioni di debito – ha sottolineato Massimiliano Grasso – questa è una delibera che, dal punto di vista sostanziale, non vale nulla». Dubbi sulla costituzione della nuova società, su statuto, piani industriali e contratti servizio, sconosciuti ancora a tutti. «Un imbroglio – ha tuonato Pietro Tidei – per approvare l’accordo con Enel, allegato all’atto di indirizzo, e portarlo davanti al Tar per dimostrare di essere passati in consiglio, come chiedeva Enel». E mercoledì verrà discusso proprio al Tribunale amministrativo il ricorso sulla questione della riattualizzazione dell’accordo, presentato dall’opposizione «che ha inchiodato la città – ha sottolineato Fortunato – ad un proprio capriccio». «Un ricorso che non blocca nulla» ha ribadito Grasso.

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