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Tanti dubbi sul movente

Tanti dubbi sul movente

OMICIDIO VALENTINI. La donna che ha ucciso l’idraulico fornisce la sua versione: ieri l’interrogatorio di convalida. Si indaga sui motivi che hanno spinto la casalinga al folle gesto

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Non tutte le tessere del giallo di Marina di San Nicola si sono incastrate a dovere fino a ricostruire l’intero puzzle dell’omicidio dell’idraulico romano Corrado Valentini, trovato morto l’altro pomeriggio nel piazzale della Lucertola. Si sa che l’autrice è stata una donna straniera, che i due avevano “stretti contatti” e che il giorno del delitto sono arrivati insieme sullo stesso furgoncino da lavoro della vittima. Avranno avuto una discussione? Lui non voleva più saperne di lei? O, come vengono avanzate da fonti giornalistiche, ipotesi smentite dagli inquirenti invece la donna avrebbe dovuto restituire dei soldi all’uomo? Tutte le piste sono aperte. Ieri la donna, durante l’interrogatorio di convalida con il pm titolare del caso, la dottoressa Antonia Giammaria della Procura di Civitavecchia, avrebbe rilasciato delle dichiarazioni piuttosto articolate, non limitandosi a rispondere alle domande del magistrato. Ragione per cui l’interrogatorio, svoltosi alla presenza dell’avvocato d’ufficio Emilio Centaro, è stato interrotto in attesa dell’interrogatorio di garanzia, che si svolgerà domani o martedì. Ieri sera, intanto, è stata richiesta la convalida del fermo. Visto l’approccio di ieri mattina, è probabile quindi che già nei prossimi giorni si possa ricostruire con maggiore precisione cosa è accaduto.  La donna, forse in preda a un raptus, avrebbe colpito per due volte l’idraulico al collo e poi all’addome fino a determinarne la morte. Poi con calma un quarto d’ora dopo aver parcheggiato e commesso l’omicidio lei nasconde il coltello da cucina lungo l0 cm., lo nasconde alla meglio in mezzo agli attrezzi da lavoro dell’uomo, apre la tanica di benzina anche quella portata non casualmente, butta un po’ del liquido nell’abitacolo. Quindi dà fuoco. L’interno però è stretto, le fiamme divampano poco, non sufficientemente per nascondere le tracce dell’assassinio; dopodiché scende dal Doblò e strada facendo si cambia e torna a piedi a Ladispoli. Questo è il quadro su cui stanno lavorando i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia. Certo gli investigatori avranno un bel po’ di lavoro per venire a capo della vicenda perché a parte il fatto che la donna ha confermato in stato di fermo di esser lei l’autrice, dietro la sua confessione ci potrebbero essere, ma qui il condizionale è d’obbligo, altri personaggi che gravitano intorno al fatto sanguinoso.  Determinante scoprire il movente su cui alacremente stanno lavorando i carabinieri, giunti a Roma per approfondire le indagini e concentrarsi in modo particolare sul traffico telefonico della vittima e capire con chi ha parlato il giorno dell’omicidio e quali fossero i suoi contatti. Fino a qui le prove emerse a carico della donna sono tante, non confutabili per via delle riprese video che hanno immortalato tutte le azioni dell’albanese che dopo un’inziale titubanza, nella caserma di via Livorno infatti ha confessato. Ora comincia appunto la parte più difficile per gli investigatori: sapere con certezza il movente dell’uccisione di Corrado Valentini, 59 anni idraulico romano e scoprire qualcosa di più sulla eventuale premeditazione dell’omicidio.

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