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Il ‘‘Baffi’’… di Serie B

La denuncia dell’associazione Robin Hood. Succursale abbandonata a se stessa

La denuncia dell’associazione Robin Hood. Succursale abbandonata a se stessa

FIUMICINO – «La scuola Paolo Baffi, succursale di Fregene, si trova in viale del Porto (mentre la direzione didattica è in via Bezzi in città) è un istituto superiore alberghiero e commerciale. Vi studiano circa trecento ragazzi. Le segnalazione di moltissimi genitori sottolineano quanto le condizioni di sicurezza, vivibilità, e didattica lascino quantomeno a desiderare». L’incipit è di Patrizio Pavone, vicepresidente dell’Associazione Robin Hood.

«In effetti – prosegue – basta soffermarsi a guardare l’edificio esternamente per farsene un’idea. Sembra una prigione in una città tipo Beirut dopo un bombardamento: muri sbrecciati, buche vistose nel perimetro interno, macchie sulle pitture delle pareti buchi nelle pareti. Ma all’interno le cose non vanno meglio.

«L’aula LIM, o aula magna, – continua Pavone – presenta vistose infiltrazioni d’acqua dal terrazzo soprastante, la sala computer viene sotto utilizzata e le classi la frequentano anche solo tre volte dall’inizio dell’anno scolastico, la palestra ha un solo pallone ed attrezzature ginniche vetuste e pericolose, le serrande sono guaste in buona parte, alcune porte delle aule vengono appoggiate perché staccate dai cardini spezzati, i bagni sono spesso guasti, i termosifoni vengono spenti alle 11 della mattina.

Anche lo svolgimento della didattica è fortemente penalizzato. Basti pensare che in 1E Marcheting e Finanza i ragazzi hanno usufruito solo di tre lezioni di economia da settembre. Infatti i professori spesso vengono assegnati con fortissimi ritardi oppure prendono possesso del ruolo per poi abbandonarlo dopo poche lezioni, forse scoraggiati dalla struttura fatiscente o dal fatto che la scuola non è ben collegata coi mezzi pubblici. Questa difficoltà di essere raggiunta va sottolineata.

Infatti tra gli alunni ci sono persone che vengono dalle zone di periferia come Tragliatella, Tragliata, Testa di Lepre, laddove debbono prendere il 7a sino al capolinea, poi l’8 fino alla stazione di Maccarese e quindi un ulteriore mezzo sino a viale del Porto.

Quando invece gli studenti del corso alberghiero debbono andare, almeno una volta a settimana, dalla succursale di viale del Porto alla sede centrale a fare cucina la situazione si complica. Infatti la scuola non possiede un laboratorio di cucina e quindi i ragazzi debbono raggiungere la sede centrale che è pessimamente collegata a causa del fatto che i mezzi pubblici non possono oltrepassare il Ponte della Scafa. Infine – conclude Pavone – va segnalato il fatto che 100 ragazzi svolgono le lezioni in un container completamente fuori norma ISO con vistosi buchi nelle pareti delle aule».

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