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Due rapine in poche ore

Due rapine in poche ore

Emergono elementi ancora più gravi a carico dei malviventi arrestatai martedì a San Liborio dalla Polizia. Dopo aver tentato il colpo alla tabaccheria di via Buonarroti hanno provato a far perdere le loro tracce cambiandosi i vestiti. Gli agenti hanno ritrovato la pistola con la quale il 35enne campano M.C. il giorno prima sull’autostrada aveva sottratto il portafogli a un uomo

CIVITAVECCHIA – Concorso in tentata rapina aggravata e porto abusivo di arma. Di questo dovranno rispondere i due malviventi, un 35enne campano (M.C. le sue iniziali) e il 32enne pluripregiudicato civitavecchiese R.P., arrestati martedì dalla Polizia dopo aver provato a mettere a segno un colpo presso una tabaccheria di via Buonarroti.  Ma non è tutto: il 35enne campano è ora accusato anche di aver rapinato lunedì sera, nell’area di parcheggio all’uscita autostradale Civitavecchia Nord, il conducente di un autocarro in sosta, dal quale si è fatto consegnare il portafogli sotto la minaccia di una pistola.  Un colpo riuscito, a differenza di quello tentato martedì sera in via Buonarroti, quando i rapinatori si sono scontrati con la determinazione del titolare della tabaccheria, un giovane sui trent’anni che per impedire ai malviventi di portare via l’incasso, ha spezzato la chiave nella serratura del registratore di cassa, spiazzando i malviventi. I fatti si sono verificati intorno alle 16,30: i due individui si sono presentati alla tabaccheria di via Buonarroti e con in pugno una pistola a tamburo (risultata una perfetta replica di una Magnum) hanno provato a sottrarre l’incasso al titolare, con il quale hanno ingaggiato una violenta colluttazione. Alla fine i rapinatori sono fuggiti senza bottino a bordo di una utilitaria in direzione monte e sul posto sono arrivate le volanti del commissariato diretto dal dottor Giovanni Lucchesi. I poliziotti, grazie alle testimonianze raccolte, hanno diramato le ricerche alle altre pattuglie, mettendosi sulle tracce dei due malviventi. Agli agenti tuttavia non è sfuggito un particolare: quell’auto descritta da un testimone rumeno, che tuttavia non è riuscito a prendere la targa,  era stata più volte utilizzata da un pluripregiudicato civitavecchiese di 32 anni noto, residente a San Liborio e noto alle forze dell’ordine. I poliziotti sono andati a colpo sicuro, facendo ricorso ai dati in loro possesso, acquisiti durante la quotidiana attività di osservazione sul territorio, che ha consentito loro di mettere in relazione l’auto descritta con il sospettato. Durante una battuta effettuata dalle volanti nella parte alta del quartiere, infatti, gli agenti hanno intercettato l’individuo sospetto, che alla vista delle divise ha tentato di dileguarsi. Tutto inutile: i poliziotti lo hanno raggiunto e sottoposto a controllo. Poco distante le pattuglie hanno invece notato il complice campano che camminava sul ciglio della strada , il quale con aria indifferente,  ha cambiato strada provando ad allontanarsi frettolosamente. Tutto inutile: l’uomo è stato subito bloccato. Inutile il suo tentativo di cambiarsi i vestiti, ritrovati poi a bordo dell’autovettura perquisita, La pistola a tamburo, invece, era stata nascosta in un’aiuola sul ciglio della strada. Sulla scorta degli elementi probatori acquisiti, la Polizia ha dichiarato in arresto i due rapinatori, associandoli al carcere di Borgata Aurelia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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