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"Scienza e bottega": chirurgo ed orafo a confronto

CIVITAVECCHIA – Continua il ciclo Scienze a bottega. Si è tenuto mercoledì il terzo incontro con il chirurgo plastico Iovane e l’orafo Mancini. ‘‘Trasformazione’’, era il tema di questo appuntamento, introdotto da Alessio Gismondi, presidente della Cna di Civitavecchia e vicepresidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia, associazione che ha organizzato il ciclo di eventi, tutti coordinati dalla giornalista Stefania Mangia nella sala convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Cosa unisce la chirurgia plastica e l’arte orafa? A rispondere è stato il chirurgo plastico Claudio Iovane che ha detto: «La nostra è un’arte che si avvicina alla scultura e poco ha risentito delle innovazioni tecnologiche in medicina. Plasmiamo il corpo umano con la sensibilità propria degli artigiani – ha continuato – il nostro, in fondo, è un lavoro artigianale». Durante l’incontro è stato detto che anche i ‘‘ferri del mestiere’’ del chirurgo plastico sono simili a quelli dell’orafo, come è stato rimarcato da Iovine che, con l’artigiano, condivide anche l’orgoglio di formare altri colleghi. La formazione è un percorso lungo almeno 15 anni secondo Mancini, perché l’orafo deve possedere conoscenze in materia di metallurgia, meccanica, scultura, lavorazione delle pietre e  saldatura. «L’arte, però, non si tramanda – ha detto l’orafo, che nel suo laboratorio, a Civitavecchia, trasferisce le tecniche ai figli – l’arte è un processo interiore. Ed è grazie a questa che riesci a trasformare in oggetto il sentimento della persona che si rivolge a te».

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