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"Pressioni e minacce a Monti", il Pm aveva chiesto il carcere per Moscherini

"Pressioni e minacce a Monti", il Pm aveva chiesto il carcere per Moscherini

Emergono nuovi particolari dall'ordinanza del Gip Marasca, che ha disposto i domiciliari per l'ex sindaco, di cui si attende il ritorno da Miami, ed il suo ex assessore De Francesco. I fatti risalgono al 2013: sul piatto la vendita di una cava di pietra nel viterbese per la realizzazione della darsena traghetti del porto. Per la mediazione l'incarico al responsabile dei porti di Forza Italia prevedeva l'8% del prezzo pattuito, non inferiore ai 20 milioni

CIVITAVECCHIA – Ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per l’ex sindaco e presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Gianni Moscherini, che in questi giorni si trova a Miami per il Seatrade. Stesso provvedimento restrittivo, nella sua abitazione di Santa Marinella, è stato spiccato all’indirizzo di Vincenzo De Francesco, che da sempre è molto vicino a Moscherini, di cui fu assessore al Commercio e Turismo e successivamente amministratore di Hcs. Due nomi eccellenti, con un blitz che ieri ha scatenato un vero e proprio terremoto.

Il provvedimento è stato firmato dal Gip Massimo Marasca, su richiesta del pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, e riguarda una indagine condotta congiuntamente dalla Guardia Forestale e dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, partita da qualche mese in seguito anche a quanto emerso da dichiarazioni rilasciate agli inquirenti relativamente ad altre indagini in corso. I militari, all’alba di ieri, hanno dato seguito ad una serie di controlli e perquisizioni in abitazioni e sedi di aziende legate ai due ex amministratori. In realtà risulta indagata anche una terza persona, un professionista a sua volta con rapporti molto stretti con Moscherini e De Francesco, per il quale il sostituto procuratore aveva chiesto la stessa misura cautelare degli altri due; ma il gip ha rigettato l’istanza. Massimo riserbo in Procura, ma le ipotesi di reato sarebbero pesantissime: si parla di tentata estorsione e minacce finalizzate a far commettere un reato ad altre persone.

La vicenda trarrebbe origine da fatti accaduti negli anni scorsi, in particolare si risale fino al 2013, e sarebbe in qualche modo legata ad un’altra indagine, stavolta relativa al porto di Civitavecchia: quella sulla pietra utilizzata per la realizzazione della darsena traghetti. A quanto pare infatti sarebbero state fatte pressioni, anche nei confronti dell’attuale commissario straordinario di Molo Vespucci Pasqualino Monti, per ‘‘invitare’’ all’utilizzo di materiali e addirittura per tentare di vendere ad altri soggetti economici una cava di pietra nel viterbese, ‘‘vicina’’ proprio ai due ex amministratori. La posta in gioco era alta: l’8% del ricavato dall’eventuale vendita, partendo da un prezzo fissato per la cava non inferiore ai 20 milioni.

Ieri mattina si era sparsa la voce che l’indagine riguardasse direttamente la società Gbu Corporation srl, di cui Moscherini è amministratore unico. Infatti è stato perquisito anche il box della società a Tvn, dove l’impresa metalmeccanica è appaltatrice di alcune manutenzioni, oltre alla sede; così come sono state controllati altri uffici e sono acquisiti atti e documenti per ricostruire il quadro. Perché l’indagine, a quanto pare, non è conclusa, ed anzi si intreccia ad altre inchieste in corso. Per ora non si registrano commenti ufficiali. Il legale di De Francesco, l’avvocato Matteo Mormino, attende di conoscere sviluppi prima di poter rilasciare qualsiasi dichiarazione. Nel frattempo pare che Moscherini, raggiunto telefonicamente, abbia dato la propria disponibilità a tornare immediatamente in Italia per chiarire la propria posizione. Il suo arrivo sarebbe atteso già nelle prossime ore; a difenderlo sarebbe Carlo Taormina.

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