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Moscherini atteso domani a Fiumicino

Moscherini atteso domani a Fiumicino

L’ex sindaco dovrebbe rientrare da L’Avana. Per lui era stata richiesta la custodia cautelare in carcere, trasformata in domiciliari come per Enzo De Francesco. Sono accusati di tentata estorsione e minacce nei confronti di Pasqualino Monti e Maurizio Ievolella. Nell’ordinanza si parla di una ‘‘condotta grave, interessando i vertici di un ente pubblico, che sta curando un appalto di importanza strategica nazionale’’

CIVITAVECCHIA – È atteso domani all’aeroporto di Fiumicino (l’aereo da L’Avana dovrebbe decollare nella serata di oggi ndr) l’ex sindaco Giovanni Moscherini destinatario di una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari; la stessa già notificata giovedì mattina al suo ex assessore Enzo De Francesco, impossibilitato ad uscire dalla propria abitazione di Santa Marinella. A quanto pare il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice aveva chiesto il carcere per lo stesso Moscherini; richiesta che non è stata accolta dal gip Massimo Marasca che invece ne ha disposto i domiciliari, proprio come per De Francesco. Rigettata invece la richiesta per una terza persona, un professionista locale, che oggi risulta quindi solo indagato.

Tentata estorsione e minacce finalizzate a far commettere un reato ad altre persone: questi i reati contestati. Con l’ordinanza che parla di una condotta grave, interessando i vertici di un ente pubblico, che sta curando un appalto di importanza strategica nazionale. L’ente pubblico è l’Autorità Portuale, ed i vertici sono rappresentati dall’attuale commissario Pasqualino Monti e dal segretario Maurizio Ievolella. L’appalto è quello del’’1^ lotto funzionale prolungamento antemurale Cristoforo Colombo, Darsena Servizi e Traghetti’’.

I fatti risalgono al 2013 quando – secondo quanto riferito da Monti e Ievolella nel corso di un interrogatorio per altro procedimento – i due sarebbero stati invitati ad intervenire sulle imprese appaltatrici per convincerle all’acquisto di una cava sulla Tuscanese, di proprietà della Romanacav, o fornirsi del materiale lapideo della cava stessa. Per la mediazione l’incarico era stato affidato a Moscherini che prevedeva l’8% del prezzo pattuito, compreso tra i 20 ed i 23 milioni. Per lui quindi si trattava di 1,6 milioni. In caso contrario era stata minacciata la presentazione di denunce, nei confronti degli altri proprietari di cave a cui venivano affidati i lavori o subappaltatori.  Nella stessa ordinanza si fa riferimento ad intercettazioni di altri procedimenti  ma riconducibili anche a questa inchiesta. Un’indagine, quindi, che come già detto, si intreccia a filo doppio e non solo ad altre inchieste tutt’ora in corso di svolgimento e che quindi potrebbe non essere chiusa qui, ma fornire altri sviluppi. Intanto le difese non rimangono a guardare. In attesa del rientro di Moscherini, questa mattina il professor Carlo Taormina e l’avvocato Pierluigi Bianchini, suoi legali, terranno una conferenza stampa alle 12 nella sede di Forza Italia. Mentre è previsto per giovedì l’interrogatorio di garanzia per De Francesco, assistito dall’avvocato Matteo Mormino.

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