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"Minacce dal clan Moscherini"

"Minacce dal clan Moscherini"

Le dichiarazioni del segretario generale dell’Authority Ievolella contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marasca. E il commissario Monti aggiunge: «Mi intimò di intervenire per la cava. Mi disse: ci passerai dei guai». La difesa dell’ex sindaco aspetta l’interrogatorio di giovedì. L’avvocato Taormina: «È il primo che vuole spiegare: poi altri dovranno fare altrettanto» TUTTO PARTI DALL'ESPOSTO DEI CAVATORI INVIATO DALLA MAIL DI DE FRANCESCO

CIVITAVECCHIA – Ci si attendeva certo qualcosa di più dalla conferenza stampa di ieri degli avvocati difensori di Giovanni Moscherini, il professor Carlo Taormina e l’avvocato Pierluigi Bianchini, nei locali del club di Forza Italia di largo Plebiscito (dove erano spariti tutti i simboli del partito, compresa la gigantografia di Berlusconi dopo l’intervento critico e le distanze prese dal coordinatore provinciale Palozzi ndr). Il tema delicato e la volontà di parlare subito, nonostante l’ex sindaco sia atteso per oggi a Fiumicino e non gli sia stata ancora notificata l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, avevano fatto intendendere che si sarebbe trattato di un incontro ricco di spunti e di novità. E invece è stato il professor Taormina a chiarire subito: «Non possiamo dire molto».

La difesa, infatti, vuole attendere l’interrogatorio di garanzia fissato per giovedì anche per l’ex primo cittadino, così come per Vincenzo De Francesco, difeso quest’ultimo dagli avvocati Matteo Mormino e Tiziano Iervolino, assenti alla conferenza stampa.

«Ci sono degli aspetti che mancano e che serviranno a chiarire la vicenda, dando una luce diversa ai fatti posti a fondamento dell’ordinanza. Moscherini è il primo che vuole spiegare, poi ci saranno altri che dovranno spiegare – ha sottolineato il professor Taormina – vedremo poi quella che sarà la decisione del giudice, dopo la nostra ricostruzione e dopo aver consegnato i nostri documenti». Facendo intendere di aspettare così il gip, invece di ricorrere subito al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con i due accusati di tentata estorsione e minacce finalizzate a far commettere un reato ad altre persone.

Un’ordinanza che ripercorre quanto avvenuto in questi anni. Perché se è vero che i fatti risalgono al 2013, secondo il gip Marasca è altrettanto vero che ‘‘la pressione e l’influenza di Moscherini sulle persone coinvolte non è mai cessata come desumibile dalle dichiarazioni di Monti e dei due Ievolella’’.

Il primo è Maurizio Ievolella, segretario  generale dell’Autorità Portuale, che nel corso dell’interrogatorio nell’ambito dell’altra inchiesta, quella relativa ai dragaggi della nuova darsena traghetti e servizi, avrebbe riportato quanto riferitogli dal fratello Gianluca, dirigente del Ministero delle Infastrutture, (che poi, secondo il magistrato è stato palesemente reticente, per paura di subire ancora una volta ritorsioni) ossia che ‘‘alcuni soggetti contattarono mio fratello a maggio 2015; gli riferirono che Monti era un personaggio finito ed isolato e di dare a me il consiglio di mettermi a disposizione loro per collaborare all’attività di demolizione di Monti. Se non lo avessi fatto mi avrebbero tritato…l’idea che mi sono fatto è che tali minacce derivassero dal clan Moscherini anche in considerazione degli attacchi mediatici e giudiziari subiti da me e dalle mie figlie’’.

A questo si aggiungono le dichiarazioni del commissario Monti, che spiega come ‘‘Moscherini mi intimò di intervenire direttamente a favore della cava di Viterbo in quanto era venuto in possesso di filmati in forza dei quali era possibile provare che il materiale lapideo fornito in cantiere era difforme dal capitolato aggiungendo ‘‘tu ci passerai guai’’ in quanto i proprietari della cava di Viterbo avrebbero fatto pressioni sull’associazione dei cavatori per fare denuncia’’.

Monti avrebbe risposto negativamente e Moscherini avrebbe risposto ‘‘io l’ho detto per il tuo bene’’, con il commissario che ricorda anche di aver ricevuto Ievolella piuttosto spaventato dopo un incontro con Moscherini. 

A questo punto si attendono quindi gli interrogatori di garanzia di giovedì per capire quelle che saranno le dichiarazioni da parte dei due indagati, a propria difesa.    

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