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Moscherini domani davanti al giudice

Moscherini domani davanti al giudice

Su richiesta del pool difensivo è stato anticipato l’interrogatorio di garanzia per l’ex sindaco rientrato domenica mattina a Milano Malpensa da L’Avana. Ad attenderlo i carabinieri del Noe di Roma per la notifica dell’ordinanza di custodia caurelare ai domiciliari

CIVITAVECCHIA – Spiegherà la sua versione. Di certo non si avvarrà della facoltà di non rispondere perché, come ha spiegato nei giorni scorsi il suo avvocato Carlo Taormina, «Moscherini è il primo che vuole chiarire la vicenda». E così farà domani, di fronte al giudice Massimo Marasca, lo stesso che ha firmato per l’ex sindaco e per l’ex assessore Enzo De Francesco l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata estorsione e minacce finalizzate a far commettere un reato ad altre persone. Altre persone che rispondono ai nomi di Pasqualino Monti e Maurizio Ievolella, commissario e segretario generale dell’Autorità Portuale.

Moscherini è rientrato domenica da l’Avana, atterrando a Milano Malpensa. Ad attenderlo i militari del Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri di Roma, coadiuvati da quelli della stazione locale e del Noe meneghino. A quanto pare, secondo quanto ricostruito dagli stessi militari, Moscherini stava rientrando dall’estero in data antecedente rispetto a quanto comunicato da uno dei suoi avvocati all’autorità giudiziaria; lo hanno così atteso e ‘‘scortato’’ a Roma, nell’abitazione dove da domenica si trova ai domiciliari.

Su rischiesta stessa dei legali, quindi, si terrà domani l’interrogatorio di garanzia al Tribunale di Civitavecchia, mentre De Francesco si troverà davanti al giudice il giorno successivo. Interrogatori attesi per capire quale sarà la linea difensiva dei due indagati. Quello che è emerso dalle indagini è che Moscherini avrebbe chiesto ai vertici dell’Autorità Portuale di intervenire per favorire l’acquisto – in virtù di un mandato di mediazione e per un importo compreso tra i 20 ed i 23 milioni di euro – della cava sulla Tuscanese Romanacav, che avrebbe dovuto fornire il materiale lapideo necessario per la realizzazione della darsena Traghetti e Servizi, minacciando di denunciare per non conformità delle relative forniture, tramite l’Associazione regionale estrattori del Lazio, i titolari delle cave ai quali erano stati assegnati i subappalti, peraltro con l’intendimento del Moscherini di procurarsi un ingiusto profitto pari all’8% del fatturato derivante dalla fornitura, quantificabile in almeno euro 1.600.000. Il tutto risale al 2013.
 

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