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Pioggia di critiche sul cimitero

Pioggia di critiche sul cimitero

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – “La situazione in cui versa il cimitero comunale è veramente vergognosa”. A dirlo sono gli avventori del camposanto che oggi, hanno approfittato della buona giornata per andare a trovare i loro cari, e si sono trovati di fronte ad alcune situazioni al limite della legalità. “Nei pressi del cimitero c’è un cassonetto che sembra una discarica – sottolineano alcuni residenti – possibile che non ci sia un servizio di raccolta dei rifiuti che preveda l’asportazione dell’immondizia tutti i giorni? Non è poco onorevole trovarsi davanti ad una discarica abusiva prima di entrare al camposanto?”. Diversi cittadini inoltre, hanno lamentato la sparizione dei contenitori metallici che sono presenti all’interno dei portafiori dei loculi, così come non si ferma il furto delle canaline di rame collocate intorno alle cappelle. All’interno del cimitero quindi regna l’anarchia. E questo perché non ci sono le telecamere di video sorveglianza, che sono state messe in tutti i punti  sensibili della città, meno che al cimitero. Per cui, di notte, ognuno fa quello che vuole, senza che ci sia una figura addetta al controllo che sventi gli assalti dei ladri sistematici di materiale metallico. Ma la cosa che ha mandato letteralmente in bestia le persone che ogni anno pagano regolarmente la tassa relativa alla fornitura della luce perpetua, è stata la constatazione che, spesso, le lampadine poste davanti alla foto del caro estinto, sono spente. “Mia madre è un anno che sta senza luce – protesta Ivano Tiengo – non è la prima volta che intervengo sulla stampa per segnalare questa anomalia e nonostante ciò le lampadine sono ancora spente. Attendo che il Comune mi mandi la bolletta della luce, poi ci facciamo due risate”. Una anomalia riscontrata anche dal nostro giornale che ieri ha fatto un sopralluogo al cimitero per verificare se le denunce fatte dai cittadini avevano un fondamento. Da un controllo effettuato nel settore del camposanto riservato ai loculi che ospitano le urne con le ceneri, delle 28 lapidi fornite di luce perpetua, ben 16 sono spente. Il che potrebbe consentire a coloro che pagano la bolletta annuale per questo servizio, di presentare una denuncia per truffa ai Carabinieri e di chiedere il taglio della bolletta per i giorni in cui il loculo è rimasto al buio. “Mi sono rivolto agli uffici comunali per far presente questo problema – dice uno degli avventori – e li per li mi hanno detto che avrebbero provveduto alla sostituzione della lampadina il giorno dopo. Quando ci sono ritornato qualche settimana dopo, la lampadina era ancora spenta. Una vergogna speculare anche sui morti. Un atto di dissacrazione verso i nostri cari che è difficile da sopportare”.

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