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"Ambiente, lettera aperta di un cittadino al di sopra di ogni sospetto"

CIVITAVECCHIA – “Giovedì 10 marzo ho assistito al convegno di presentazione, organizzato dal Comune all’aula Pucci, dello studio denominato ABC (Ambiente e Biomonitoraggio nell’ area di Civitavecchia), coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR della regione Lazio e finanziato dall’ Autorità Portuale. L’indagine sul campo è iniziata il 29 maggio 2013 e si è conclusa il 22 dicembre 2014 e ha coinvolto 1177 residenti nei comuni di  Civitavecchia,

Allumiere, Tolfa, Santa Marinella e Tarquinia. Ora, finalmente, i risultati ci dicono che, a parte un leggero innalzamento dei valori di Mercurio e Arsenico rilevato nella maggior parte dei campioni analizzati, poco altro c’è da segnalare, e che sostanzialmente la più pericolosa fonte di inquinamento per i cittadini del comprensorio è costituita dalle emissioni dovute al traffico veicolare. Gli epidemiologi, con la scientifica onestà intellettuale che da sempre li contraddistingue, sanno bene che stabilire giuridicamente un legame tra una fonte di inquinamento puntiforme quale potrebbe essere, ad esempio, il Porto o la Centrale termoelettrica di Torre Valdaliga Nord, è praticamente impossibile, e nel caso fosse possibile prevede studi di durata decennale che potrebbero anche rivelarsi un nulla di fatto (mi chiedo cosa abbiano fatto nei decenni precedenti, ma questo è un altro discorso).

Però qualche domanda io me la pongo, soprattutto se vado a vedere i dati del servizio sanitario in merito ai malati e ai decessi per certi tipi di patologie tumorali direttamente riconducibili alla qualità dell’ aria che respiriamo. Un gioco un po’ macabro che potrebbe fare chiunque … basta collegarsi al sito web del Dipartimento di Epidemiologia del SSR della regione Lazio (lo stesso che ha condotto lo studio ABC) al Link: http://95.110.213.190/statosal_10-12/formris.php?q=1&menu=s32# e operare un filtro su una patologia specifica, ad esempio “Tumori maligni della trachea, bronchi e polmoni”, vedere quanti ne hanno sofferto e ne sono morti a Civitavecchia nel corso del biennio 2010-2012 e confrontarli con quanti ne hanno sofferto e ne sono morti altrove. Il dato che ne esce è quantomeno allarmante: nel comprensorio di Civitavecchia (RMF1), il Rischio Relativo (possibilità di morire per quella causa specifica) è più alto di tutti quelli riferiti ai Municipi di Roma, eccetto il V°. Se poi andiamo a vedere le “Prevalenze” (quanti si sono curati o sono stati ammalati per quella patologia?) i dati ci dicono che stiamo peggio della maggior parte dei Municipi di Roma. Che dire?  Probabilmente, a Roma, c’è molto meno traffico, oppure … oppure? Non continuo con questo gioco inutile, tanto i dati la Regione li conosce meglio di me e li studia da oltre vent’ anni, ma vi domando adesso: che cosa vogliamo fare? Un dato certo c’è, a prescindere da qualsiasi altro studio passato, presente e futuro: a Civitavecchia e nel comprensorio ci si ammala e si muore di più per patologie strettamente correlate alla qualità dell’aria, e questo nonostante sia le centraline gestite direttamente da Arpa Lazio (quelle specificatamente dedicante agli inquinanti da traffico), sia quelle gestite da privati e imposte ad Enel come prescrizione VIA  (asservite al controllo delle eventuali ricadute emissive riconducibili alla centrale), diano costantemente risultati rassicuranti, a parte rarissimi casi. Ora io dico: stiamo cercando la cosa sbagliata, oppure stiamo cercando male, oppure non c’è davvero nulla e per qualche oscuro e misterioso motivo si muore di più, un castigo divino per colpe del passato … deve essere per questo che, ogni tanto, a Pantano una statuina lacrima sangue. O magari piange nel disperato tentativo di svegliare le nostre e le altrui coscienze, nella speranza di farci comprendere le mille contraddizioni di un sistema che forse deve essere cambiato, prima che sia troppo tardi (in realtà, a guardare i dati, è già tardi).

Faccio un esempio: nel recente consiglio comunale di venerdì 11 è stato deliberato che una delle opere definite “compensative” rispetto al presunto inquinamento che deriva dalla presenza di una centrale a carbone, il famoso parco eolico, è stato barattato con un versamento annuale da parte di Enel di due milioni di euro da qui al 2020 con lo scopo dichiarato di salvare dal fallimento la municipalizzata HCS. Ora, per onestà intellettuale, il parco eolico era una bufala allucinante: in un territorio come il nostro, con un indice ventoso pari a 5, dove 7 è il minimo considerato utile a produrre energia da quel tipo di impianto, lasciamo stare! Ma utilizzare soldi che dovrebbero essere dedicati alla “tutela dell’ambiente” per fare altro è un film che ho già visto, ed è un baratto quasi peggiore di quelli che macinano morti in cambio di PIL e posti di lavoro. Comprendo la necessità e l’urgenza di salvare HCS, ma non capisco perché lo si debba fare con i soldi di Enel …  da questa più che da altre amministrazioni mi sarei aspettato un cambio di passo in altre direzioni, invece della solita minestra riscaldata di utilizzare alla bisogna le “compensazioni” per compensare altro (salvo poi sbraitare quotidianamente su presunti conflitti tra controllore e controllato in una battaglia meramente ideologica contro l’ Osservatorio Ambientale).

A proposito di conflitti … e le centraline di controllo della qualità dell’aria? Beh, se è vero che sono “inutili”, come dice l’ assessore Manuedda, e pare abbia ragione, visto che da quindici anni sia quelle di Arpa Lazio sia quelle ex Enel sembra abbiano rilevato il niente, spengiamole tutte, che già ora solo quelle dedicate ad Enel costano 320.000 euro l’anno e, se passano ad Arpa, non si è capito bene perché, dal primo aprile costeranno 630.000 euro (bello scherzo, eh?). Con i soldi risparmiati costruiamoci un bell’ Hospice Oncologico di fronte al San Paolo … già che si sa che ci si deve ammalare e morire di più degli altri, che perlomeno la cura e l’assistenza dovuta siano gratis per tutti i cittadini del comprensorio!

Nell’attesa, cominciate a guardarvi in faccia. Lo dico da “non utente”: Associazione Piazza 048 ha avviato una campagna informativa denominata “Diamo un volto agli 048” … saranno pubblicati (con il loro consenso) nomi e volti dei malati e dei morti di tumore del comprensorio. Giorno per giorno, un mosaico di immagini che ricordino che prima di ogni cosa stiamo parlando di Salute, di diritto ad una Vita sana e serena di un popolo nel suo territorio.

Dal primo gennaio 2016, solo a Civitavecchia, morti e malati per patologie oncologiche sono già più di 24.

Meditate gente, meditate, e «Qualunque impressione faccia su di (voi), egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano.»

Capitan Frog

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