Pubblicato il

Banche e cittadini: poche proposte

Banche e cittadini: poche proposte

CIVITAVECCHIA – Un consiglio comunale aperto per analizzare quanto accaduto in questo ultimo anno a livello bancario, cercando di formulare proposte in una città simbolo come Civitavecchia, il cui nome è legato al suicidio del pensionato Luigino D’Angelo, che il primo dicembre scorso si è tolto la vita dopo aver perso oltre 100 mila euro investiti in obbligazioni subordinate di Banca Etruria e scomparsi in una notte, a seguito del cosiddetto decreto ‘‘Salva banche’’.

Qualche risparmiatore in aula Pucci, a chiedersi se potrà rivedere quanto perso e cosa dovrà fare in futuro per evitare una situazione analoga. Non una partecipazione massiccia al consiglio, ma diversi gli interventi che si sono alternati.

A partire dal primo firmatario della richiesta di consiglio aperto Mauro Guerrini, il quale ha sottolineato: «Stiamo parlando di poteri forti. Di persone che si fidavano delle banche per gestire i propri risparmi e così non è stato. I piccoli investitori – ha aggiunto – non sono stati tutelati. Oggi, alla luce di questo, dobbiamo creare un collegamento diretto con i cittadini su una materia come questa. Da qui deve uscire un patto per ricostruire il rapporto tra banche e cittadini».

Ad intervenire, proponendo un minuto di silenzio in ricordo proprio di Luigino D’Angelo, è stato l’economista Antonio Maria Rinaldi, che ha puntato il dito contro il Governo per come ha gestito tutta questa situazione. «Oggi – ha sottolineato – occorre valutare la volontarietà dei risparmiatori per procedere all’acquisto di prodotti ad alto rischio. Occorre essere uniti in azioni collettive per recuperare il recuperabile».

La parola è passata quindi ai diversi esponenti delle associazioni, da Federconsumatori ad Adusbef fino a Codacons, per fare un punto delle iniziative messe in campo finora, illustrando le strade intraprese, penali, civili ed amministrative. Spazio poi ai diversi consiglieri presenti, con Sandro De Paolis che ha sottolineato il fallimento del consiglio di oggi, per scarsa presenza e proposte. «La politica, tutta, deve interrogarsi – ha spiegato – oggi i tecnici hanno fatto politica e i politici hanno fatto i tecnici: questo porta soltanto a non risolvere i problemi. Il politico deve tornare a fare il politico ed i consigli comunali devono riprendere il loro valore. Altrimenti le risposte non sono quelle che la città si attende».

ULTIME NEWS