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Recuperati tre affreschi di una tomba etrusca

Recuperati tre affreschi di una tomba etrusca

Brillante operazione del Comando Tutela Patrimonio Culturale della Capitale. I reperti erano stati trafugati dal territorio cerite per essere immessi nel mercato clandestino. Pascucci: «Restituito al mondo un altro pezzo della gloriosa storia di Cerveteri»

di DANILA TOZZI

CERVETERI – Brillante operazione dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturali che hanno recuperato diversi reperti archeologici trafugati a Cerveteri. Si tratterebbe di tre lastre affrescate di una tomba, una coppia di sarcofagi etruschi dipinti che riproducono figure umane, un sarcofago romano, statue in marmo che raffigurano animali. E poi elementi architettonici, teste in marmo, pavimenti e pareti di un tempio di Cerveteri: decorazioni datate in due fasi diverse, una verso metà e l’altra verso la fine del VI secolo a. C. il cui un valore complessivo ammonta a circa 9 milioni di euro. Si tratta di opere di epoca compresa tra VII secolo a.C. e II sec.d.C., provenienti da scavi realizzati in Etruria Meridionale, Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, che tornano in Italia dai caveaux del Porto Franco di Ginevra e che sono state trafugate tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80. I reperti verranno restituiti ai territori dai quali sono stati sottratti, grazie alla collaborazione con le autorità svizzere che hanno agevolato le operazioni di rimpatrio accogliendo la rogatoria internazionale avanzata dalla Procura della Repubblica di Roma. L’operazione denominata “Antiche Dimore” è stata illustrata ieri, durante una conferenza stampa, presso la caserma La Marmora di Roma, alla presenza del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, del responsabile del Comando, il generale Mariano Mossa, del procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo e della sovrintendente per i beni archeologici dell’Etruria Meridionale, Alfonsina Russo.

Buona parte dei reperti però è stata rubata da un tempio di Cerveteri. Come ha spiegato la sovrintendente Russo «frammenti delle decorazioni funerarie, che possono risalire a due fasi diverse di vita del tempio, risalenti una poco dopo la metà e l’altra alla fine del VI secolo avanti Cristo. Si è trattato di una spoliazione sistematica dell’edificio templare dal momento che sono stati rubati, e ora ritrovati, degli elementi decorativi dell’interno e dell’esterno. Sarebbe opportuno – ha sottolineato la sovrintendente – effettuare immediatamente il restauro per poter ricostruire il ciclo delle pitture. E sarebbe bello realizzarlo davanti al pubblico». Soddisfazione per il prezioso ritrovamento è stata espressa dal sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci: «Un’operazione brillante che restituisce al mondo un altro pezzo della gloriosa storia di Cerveteri e del suo inestimabile patrimonio artistico. Un forte e sincero plauso ai Carabinieri per lo straordinario lavoro fatto che, ancora una volta, rende giustizia al nostro Territorio e al nostro Sito UNESCO. Un sincero ringraziamento anche alla Soprintendenza del Lazio perché, come sempre, farà il massimo per valorizzare e rendere fruibili al grande pubblico questi reperti che i tombaroli hanno portato via da Cerveteri, causando un danno irreparabile alla città e al territorio».

Anche l’assessore al Turismo di Cerveteri Lorenzo Croci ha commentato la notizia del ritrovamento e recupero delle decorazioni di un tempio del VI secolo appartenenti alla città di Cerveteri

«Siamo contenti e il nostro plauso va al nucleo dei carabinieri per il lavoro svolto.

“Un pezzo importante di storia di Cerveteri che viene sottratto al mercato clandestino che negli anni ha portato via un grande patrimonio alla nostra città, causando un danno irreparabile».

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