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Fregene in cerca di tranquillità

Fregene in cerca di tranquillità

Interessante incontro organizzato da Confcommercio, Vivere Fregene e Comitato cittadino. Tre i nodi principali: furti in casa e nei negozi, sicurezza stradale e tutela ambientale. Chiesto l’aumento dell’organico dei carabinieri e il ritorno di polizia di Stato e Municipale

di ANGELO PERFETTI

FREGENE – Sicurezza per la persona, sicurezza stradale, sicurezza ambientale. Sono tre le direttrici che hanno ispirato ieri un incontro organizzato dalla Confcommercio, da Vivere Fregene e dal Comitato cittadino Fregene, e sono punti dolenti.

Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e lo sforzo fatto dall’Amministrazione comunale, ci sono ancora troppi deficit per descrivere Fregene come un posto tranquillo.

Per carità, molto è stato fatto, e questa parte di territorio è comunque un fiore all’occhiello, ma tanto c’è da fare. E la cosa che dà più fastidio, è che spesso sono le piccole cose a mancare, quelle che definiscono la qualità della vita nel quotidiano.

Come la segnaletica orizzontale e verticale praticamente fantasma, la prima coperta dai rovi, la seconda ormai cancellata dalle strade. Le stesse sulle quali si trovano decine di buche – ma possiamo chiamarli anche crateri – che impediscono alle biciclette di essere realmente fruibili al di là del pur splendido passaggio sul lungomare.

Angelo Giavara (Vivere Fregene) ha fatto un’analisi attenta dei problemi: «A proposito di biciclette, le troviamo spesso contromano in senso vietato, e nessuno controlla. Poi c’è il problema dei marciapiedi, ok nella zona centrale ma un disastro per il resto della zona. Infine il problema del parcheggio selvaggio, una vera piaga durante i mesi estivi».

Gli ha fatto eco Franco Del Monaco (Confcommercio): «Questo territorio ha bisogno di maggiore controllo. Troppo spesso i negozi sono vittime di atti predatori, e comunque sale sempre più il rischio racket. La proposta? una costante formazione dei commercianti, per discernere i reali pericoli dai falsi allarmi, e la creazione di ‘sentinelle volontarie’ che collaborino, e non sostituiscano, le forze dell’ordine. Ma per fare questo non si può parlare con un centralino, serve il rapporto personale con un dirigente di polizia».

E che il problema della sicurezza personale sia alto, lo testimonia anche Pietro Valentini (Comitato cittadino): «Va dato merito alle forze dell’ordine di impegnarsi allo stremo, ma non basta. Qui come abbassi la guardia ti castigano. Non puoi dimenticare un giorno di chiudere tutto a doppia mandata e mettere l’allarme; e spesso entrano in casa anche quando ci sono i proprietari, senza alcuna paura. Non solo case sfitte nel mirino, dunque, ma ogni abitazione. E non è possibile che, una volta acciuffati, i ladri te li ritrovi in strada dopo pochi giorni».

Un altro problema sollevato è stato quello del bivaccamento, con annessi rischi di malavita. La pineta la notte resta aperta, e diventa ricettacolo di chiunque. La macchia – che, va detto, ora è stata ripulita – è stata spesso ricovero di sbandati e senza tetto.

«Chiediamo – ha concluso Valentini – l’aumento del personale dei carabinieri, il ritorno del posto di polizia di Stato e del presidio della polizia municipale. Fregene è troppo grande e troppo bella per essere abbandonata a se stessa».

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