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Attesa per la decisione del giudice

Attesa per la decisione del giudice

Potrebbe arrivare già oggi il parere del giudice sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari per l'ex sindaco Giovanni Moscherini ed il suo assessore Enzo De Francesco. Nei lunghi interrogatori attenzione concentrata sulle dichiarazioni rivolte ai  vertici dell'Authority e sulla cava viterbese

CIVITAVECCHIA – Potrebbe arrivare già nelle prossime ore la decisione del giudice Massimo Marasca di revoca o meno dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Giovanni Moscherini ed Enzo De Francesco. Nel frattempo però questa mattina, come già anticipato ieri, i difensori dei due indagati hanno presentato istanza anche al Tribunale del Riesame, in via cautelativa.

Bisognerà quindi capire se nel corso dei lunghi interrogatori di ieri mattina al Palazzo di Giustizia i due siano stati esaustivi e convincenti nel raccontare la propria versione e nel difendersi dalla accuse mosse; per entrambi i reati contestati sono tentata estorsione e minacce nei confronti del commissario straordinario dell’Authority Pasqualino Monti e del segretario generale Maurizio Ievolella.

“La posizione di De Francesco è molto più sfumata e diversa” avevano commentato a caldo i legali, il professor Carlo Taormina e l’avvocato Matteo Mormino; per lui un’ora e mezza di interrogatorio e poi il ritorno a casa a Santa Marinella.

Più articolate invece le dichiarazioni dall’ex sindaco, che per oltre due ore è rimasto davanti al giudice per rispondere alle domande e fornire, come sottolineato dallo stesso Taormina che lo difende insieme all’avvocato Pierluigi Bianchini, “una ricostruzione alternativa rispetto all’interpretazione dei dati attualmente presenti nell’inchiesta”. Ricostruzione che non poteva non partire dalle frasi che rappresenterebbero il nodo dell’inchiesta, ossia quel “tu ci passerai dei guai” e “io l’ho detto per il tuo bene” che Moscherini avrebbe rivolto all’indirizzo dei vertici di Molo Vespucci. Frasi che, da come sarebbe stato sottolineato nel corso dell’interrogatorio, assumerebbero un significato diverso e non quello della minaccia o dell’estorsione, come invece evidenziato dalla magistratura.
E poi c’è la cava sulla Tuscanese. Già nei giorni scorsi l’attuale socio di maggioranza della Romanacav, Jin Wei Ming – a Civitavecchia conosciuto da tutti come Jin Feng – aveva chiarito come fosse esaurita da tempo, come si accorse a fine 2013 dopo essere entrato in società, mentre nell’ordinanza si legge come Moscherini avesse tentato di venderla per una valore compreso tra i 20 e i 23 milioni di euro, ricavandone una commissione dell’8%. La cosa sarebbe stata confermata dallo stesso Moscherini in sede di interrogatorio, con i legali dei due indagati che avrebbero anche depositato alcuni documenti a sostegno delle loro tesi difensive.

A questo punto bisognerà capire se documenti e dichiarazioni saranno considerati sufficienti a garantire la remissione in libertà di Moscherini e De Francesco.  

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