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Giovedì santo all'insegna della tradizione

Giovedì santo all'insegna della tradizione

CIVITAVECCHIA – Ancora una volta giovedì sera si è rinnovata la tradizione della visita agli altari della Reposizione (dai civitavecchiesi chiamati ‘‘Sepolcri’’) nelle chiese cittadine. Si è registrato un calo di persone in visita agli altari. Di particolare originalità e bellezza è stato quello della chiesa di San Giuseppe a Campo dell’Oro: un’ostia grande in alto da cui partivano raggi colorati e sotto la scritta ‘‘Misericordia Vultus’’; al centro di tutto una grande mano di un sacerdote con sopra il tabernacolo e per terra un enorme planisfero con lampade sui vari Paesi. Un grande regalo ai civitavecchiesi è quello fatto dai confrati dell’Orazione e Morte che hanno allestito l’altare della Reposizione nella appena restaurata cappella Guglielmi offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare questa meraviglia conosciuta più dai ‘‘forestieri’’ che dai civitavecchiesi.

In Cattedrale l’altare con un grande quadro di Gesù ‘‘Buon Pastore’’, sotto il tabernacolo e il quadro dell’Ultima Cena. Originale quello di San Gordiano: alberi di ulivo, pane azzimo, calice, corona di spine e tabernacolo e dietro un video dove è stato proiettata la passione e morte di Gesù col film: Gesù di Nazareth. Suggestivo quello dei Santi Martiri Giapponesi: in una cappella rivestita di veli e tappeti c’era l’arca dell’alleanza con visibili all’interno le tavole dei 10 comandamenti; al centro il tabernacolo e laterale un agnello con l’ostia sopra e a rendere il tutto suggestivo fiori e candele.
Suggestivo anche quello di San Francesco di Paola con un grande ulivo spoglio illuminato e sopra il tabernacolo coi simboli dell’ultima cena e due scout davanti. Tabernacolo al centro di tutto nell’altare della Reposizione della chiesa di San Liborio: oro, fiori, tappeti e quadri di Gesù in biancoenero. Alla Santissima Trinità tabernacolo al centro e tanti raggi. Molto visitata anche la chiesa della Stella dove è stato possibile ammirare i corpi statuari della processione del Cristo Morto e quella del Ghetto: sotto il quadro della Madonna della Pietà c’era il tabernacolo e tante candele; nella parrocchia della Sacra Famiglia il tabernacolo in alto e lampade di varie altezze e vasi con piantine di grano. In tutte le parrocchie i gruppi, le Confraternite, i giovani e i fedeli hanno animato la preghiera.
Rom. Mos.

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