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Bpm-Banco Popolare, nasce il terzo polo bancario

Bpm-Banco Popolare, nasce il terzo polo bancario

Dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo i due istituti dicono sì al protocollo d’intesa

Roma – Bpm e Banco Popolare siglano il protocollo di intesa dando vita al terzo gruppo bancario italiano – dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo – con un totale attivo di oltre 171 miliardi di euro, 4 milioni di clienti, 2.500 sportelli con circa 25mila dipendenti, quasi 120 miliardi di impieghi. Un’integrazione che per il Banco Popolare passa, prima della fusione, da un aumento di capitale da un miliardo. Al termine di oltre due mesi di trattative serrate, l’accordo porterà alla nascita di un colosso con una vocazione retail, che può contare su una quota di mercato superiore all’8% (in termini di sportelli). Un gigante del credito – con una capitalizzazione complessiva da 5,5 miliardi di euro – con presenza forte in Lombardia (il gruppo sarà primo operatore con una quota di mercato superiore al 15%), Veneto e Piemonte. 
Le sinergie lorde a regime saranno nell’ordine di 365 milioni annui, con una creazione di valore stimata di circa 1,9 miliardi. I costi da integrazione, una tantum, saranno di circa 435 milioni. Il raggiungimento della situazione a regime è previsto entro il 2018. Il Bpm-Banco del futuro (ancora da decidere il nuovo nome) avrà una situazione patrimoniale rafforzata, con una Cet1 ratio pro-forma fully loaded pari al 13,6% e phased-in pari al 13,7%.
Entro maggio il Banco Popolare deciderà se procedere all’aumento di capitale in opzione o no (magari anche in parte con un convertendo), comunque sarà assistita da Mediobanca e da Bofa-Merrill Lynch che daranno anche la garanzia. Alla luce del rafforzamento patrimoniale, Verona salirà in maggioranza nei pesi della nuova realtà: conterà per il 54% contro il 46% di Milano. I rapporti di concambio esatti si conosceranno solo dopo la due diligence. 
La struttura del vertice vede Carlo Fratta Pasini presidente, Giuseppe Castagna amministratore delegato, Maurizio Faroni direttore generale, Pier Francesco Saviotti presidente del Comitato esecutivo. In più, la Bpm esprimerà un vice presidente vicario, su un consiglio di amministrazione a 19 membri (da ridurre a 15 dopo un triennio): nove consiglieri saranno espressi da Verona, sette da Milano (più l’ad Castagna) e due indipendenti. La Bpm spa resterà autonoma (per 3 anni): per operare utilizzerà la licenza bancaria della Popolare di Mantova.

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