Pubblicato il

Moscherini e De Francesco restano ai domiciliari

Moscherini e De Francesco restano ai domiciliari

Il giudice Massimo Marasca ha rigettato l'istanza di revoca di custodia cautelare presentata dalla difesa al termine degli interrogatori di garanzia di ieri

CIVITAVECCHIA – Rimangono agli arresti domiciliari l’ex sindaco Giovanni Moscherini ed il suo assessore Enzo De Francesco. Il giudice per le indagini preliminari Massimo Marasca ha infatti rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dalla difesa al termine degli interrogatori di garanzia di giovedì mattina. Dopo poco più di 24 ore la decisione del giudice, che ha lasciato perplessi gli stessi avvocati difensori: a quanto pare, infatti, la richiesta di revoca dei domiciliari, o comunque l’applicazione di una misura ridotta, come l’obbligo di firma o di dimora, avrebbe ottenuto il parere favorevole del pubblico ministero. Nonostante questo il giudice ha deciso di confermare la misura cautelare. Una decisione che probabilmente il pool difensivo (il professor Carlo Taromina e Pierluigi Bianchini per Moscherini, lo stesso Taormina e l’avvocato Matteo Mormino per De Francesco) già si aspettava, tanto da aver comunque presentato la stessa istanza anche al Tribunale del Riesame di Roma, che dovrà pronunciarsi entro i prossimi dieci giorni.

Evidentemente, quindi, i due ex amministratori, nel corso dei lunghi interrogatori al Palazzo di Giustizia, non sono riusciti a convicere appieno il gip della propria estraneità ai fatti contestati: per entrambi le accuse sono di tentata estorsione e minacce nei confronti del commissario straordinario dell’Authority Pasqualino Monti e del segretario generale Maurizio Ievolella. Sia Moscherini che De Francesco, la cui posizione come evidenziato dai legali sarebbe più sfumata, hanno risposto a tutte le domande del giudice, fornendo la propria versione. Ricostruzione, soprattutto quella dell’ex Sindaco, che non poteva non partire dalle frasi che rappresenterebbero il nodo dell’inchiesta, ossia quel ‘‘tu ci passerai dei guai’’ e ‘‘io l’ho detto per il tuo bene’’ che Moscherini avrebbe rivolto all’indirizzo dei vertici di Molo Vespucci. Frasi che, da come sarebbe stato sottolineato nel corso dell’interrogatorio, assumerebbero un significato diverso e non quello della minaccia o dell’estorsione, come invece evidenziato dalla magistratura. E poi c’è la cava sulla Tuscanese. Già nei giorni scorsi l’attuale socio di maggioranza della Romanacav, Jin Feng, aveva chiarito come fosse esaurita da tempo, come si accorse a fine 2013 dopo essere entrato in società, mentre nell’ordinanza si legge come Moscherini avesse tentato di venderla per una valore compreso tra i 20 e i 23 milioni di euro, ricavandone una commissione dell’8%. La cosa sarebbe stata confermata dallo stesso Moscherini in sede di interrogatorio, con i legali dei due indagati che avrebbero anche depositato alcuni documenti a sostegno delle loro tesi difensive.

ULTIME NEWS