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Mecozzi: "L'urbanistica non è fatta di chiacchiere"

Mecozzi: "L'urbanistica non è fatta di chiacchiere"

CIVITAVECCHIA – “L’urbanistica è fatta di strade, di mattoni, di opere e non di chiacchiere. L’urbanistica secondo Pantanelli è un brutto libro fatto di dehors demoliti e non più ricostruiti, di parcheggi pronti ma non aperti (se ne parla tra più di un anno), di autorizzazioni non chieste alla Sovrintendenza (leggi mercato e superfetazioni) di ecomostri non demoliti (Italcementi). Comodo far finta di non vedere che ci sono centinaia di buche per strada, che l’acqua non arriva dieci giorni al mese (in alcune zone anche di più) che i semafori non vengono riparati. Comodissimo annunciare che con i soldi dell’autorità portuale (che non arrivano) la marina conoscerà nuovi fasti ma nel frattempo tra marmi e mattonelle divelte non viene manutenuta”. L’ex assessore Mirko Mecozzi risponde all’assessore grillino Massimo Pantanelli, che ha difeso il suo operato e quello degli uffici dall’attacco dei professionisti locali.

“Stando alle cose che dice Pantanelli – ha agigunto Mecozzi – è inutile costruire perché ci sono 1000 case sfitte. Dimentica che sono sfitte perché i proprietari non si fidano (e il Comune non fa niente in questo senso) e che per mille famiglie potersi permettere un fitto è un “lusso”. E la sua ricetta per far ripatire l’economia? La svendita del patrimonio del Comune ad una Sgr che non sta scritto da nessuna parte che farà lavorare le imprese di Civitavecchia (essendo un soggetto privato non sarà tenuto a gare d’appalto) e che come prima cosa costruirà un albergo da 300 stanze in un complesso da 70 mila metri cubi dentro il porto? E a proposito di scalo marittimo che aspetta a darsi da fare per restituire il porto storico alla città? Non un atto, non un passo avanti per spostare l’ingresso di Viale della vittoria e ridare almeno il Forte Michelangelo ai civitavecchiesi. Quindi non solo le critiche venute dagli ordini professionali, dagli architetti e dagli ingegneri sono del tutto motivate, ma la risposta è persino debole e assai discutibile e oltretutto – ha concluso Mecozzi – è poco o niente supportata da fatti concreti. L’unico numero fornito 820 pratiche evase. Non ho capito bene se stiamo parlando di un funzionario comunale o di un assessore pagato dai cittadini”.

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