Pubblicato il

Tragica ‘‘gita’’ in bicicletta

Terribile incidente all’altezza di Castel di Guido. Fermata una 52enne di Cerveteri. Quattro ciclisti investiti sull’Aurelia. Muore un 76enne. Sull’asfalto nessun segno di frenata. Due feriti gravi

Terribile incidente all’altezza di Castel di Guido. Fermata una 52enne di Cerveteri. Quattro ciclisti investiti sull’Aurelia. Muore un 76enne. Sull’asfalto nessun segno di frenata. Due feriti gravi

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – E’ come se la morte lo stesse cercando. Poco tempo fa Roberto aveva subito un altro incidente simile, meno cruento: un’auto lo aveva colpito in strada facendolo precipitare a terra. Qualche giorno dopo ci aveva scherzato su, con gli amici, quasi ad esorcizzare la paura. Gli stessi che ieri mattina lo aspettavano a Malagrotta, per andare a fare quel giro in bici prima delle gozzoviglie pasquali. Una giornata di sole, temperatura primaverile, sorrisi e battute, un gruppo di compagni e la sua fedele bicicletta; per Roberto era la giornata perfetta. La stessa in cui ha trovato la morte.

L’incidente è accaduto al chilometro 17 della via Aurelia, nella zona di Castel di Guido. Il gruppetto di tre amici stava procedendo in direzione Roma quando una Dacia Duster bianca con al volante una donna li ha presi in pieno, continuando la propria corsa senza fermarsi. Nessun segno di frenata sull’asfalto, neanche il tentativo di schivare i malcapitati; circostanze queste ora al vaglio delle forze dell’ordine che stanno indagando sul fatto. Sul posto sono intervenuti tutti: il 118, la polizia stradale, i vigili del fuoco e la polizia municipale.Roberto G. di 76 anni, però non ce l’ha fatta. E’ stato lanciato come un birillo nel dirupo a lato della strada. Il suo corpo è finito tra i rovi, che in qualche modo hanno attutito una caduta di per sé devastante. Ha persino ripreso conoscenza prima di essere trasportato con l’eliambulanza all’Aurelia Hospital, dove però è spirato, probabilmente per le lesioni interne riportate nell’impatto. I suoi due amici, di 69 e 71 anni, sono in codice rosso al San Camillo. Un quarto ciclista ha riportato solo lievi escoriazioni. La donna alla guida della vettura killer, una 52enne di Cerveteri che si era allontanata senza prestare soccorso, si è poi presentata alla caserma dei carabinieri di Montespaccato. E’ stata sottoposta ad alcotest e drugtest (negativi), ma si sta cercando di verificare anche l’utilizzo del cellulare alla guida; per lei è scattata l’accusa di omicidio stradale.

IL RISVOLTO GIUDIZIARIO: LA DONNA CHE HA INVESTITO DENUNCIATA PER OMICIDIO STRADALE – La donna che alla guida dell’auto che ha travolto il gruppo di ciclisti, uccidendone uno, sarà una delle prime in Italia a rispondere del reato di omicidio stradale, in base alla legge entrata in vigore due giorni fa, se sarà accertata la violazione da parte sua delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Non solo: in caso di condanna, la donna rischia una pena non inferiore a cinque anni per essersi data alla fuga dopo l’incidente.

La nuova legge sull’omicidio stradale – n.41 del 23 marzo 2016, entra in vigore il giorno successivo – stabilisce infatti all’art.1 un nuovo titolo di reato (art.589-bis del codice penale) che dice: «Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni». Pene più severe sono previste in caso di guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La stessa legge sull’omicidio stradale introduce inoltre un altro articolo nel codice penale, il 589-ter, il quale stabilisce che se il conducente responsabile di un incidente «si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a cinque anni».

«Incosciente e criminale». Così l’associazione «Salvaiciclisti» definisce la donna. . «Gentaglia come il guidatore che ha travolto persone esposte lungo l’Aurelia – si legge in una nota pubblicata sul proprio sito – probabilmente tornerà alla guida come se niente fosse, invece di essere interdetto per sempre all’uso dell’arma automobile. La facilità di ottenimento e riottenimento delle patenti di guida è uno dei sacramenti fondanti d’Italia».

FOTOGALLERY

ULTIME NEWS