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''La misericordia è già scritta dentro ognuno di noi''

''La misericordia è già scritta dentro ognuno di noi''

Per il giorno della Santa Pasqua parla Don Mimmo della multiculturale parrocchia di San Francesco di Cerenova

CERVETERI – Don Domenico Gian Andrea è il parroco della parrocchia S. Francesco D’Assisi di Marina di Cerveteri. Tutti lo chiamano Don “Mimmo” a Cerenova e bisogna dire che la sua è una parrocchia viva intorno alla quale si raccoglie una comunità numerosa e interessata all’esercizio della fede attraverso testimonianza e comportamenti che superano di gran lunga l’impegno della ritualità canonica, e va oltre.

Don Mimmo, la sua è una delle comunità più attive nel territorio. Ci sono molti ragazzi, adulti, una moltitudine di fedeli di diverse etnie e anche di fedi diverse. Quale è per lei il collante che produce tale armonia?

«Per collante, anche se può suonare male ma è una cosa vera, ci può essere solo un punto di riferimento che è Gesù Cristo. Non è una figura astratta, pensare ad una figura storica. Non ci sono categorie, adulti e giovani, ma ci sono le famiglie e nelle famiglie il collante che le unisce è amare Dio e il Prossimo. Quando ciò non avviene, le conseguenze sono quello che vediamo oggi. Abbiamo tentato di fare altre cose, le società hanno tentato di fare altro, ma non siamo andati lontano, non andremo lontano se non si capisce che l’amore di Cristo è dare la vita per gli altri».

Il Papa, ha dedicato il Giubileo alla Misericordia. Cosa fate voi Ministri della Chiesa perché questa parola immensa penetri nelle coscienze?

«La Misericordia è già in ognuno di noi. E’ già scritta dentro di noi. Bisogna farla emergere e si può fare solo col dialogo e il confronto. Se noi stiamo chiusi nelle nostre case pensando e privilegiando ciò che si ha, possiamo entrare in un vicolo cieco. Se al contrario ci si confronta, si esce da “nostro”, la misericordia che è amore straordinario, emerge».

La sua comunità è frequentata da molte etnie e anche da musulmani. Dagli umori che lei avverte che sentimenti registra da parte loro per quei loro “fratelli” che terrorizzano il mondo?

«Il musulmano non è una persona cattiva. E’ che alcuni interpretano nell’errore certe cose e fanno del male. Anche alcuni Cristiani in passato hanno fatto certe cose tanto che il Papa Giovanni Paolo II° ha chiesto perdono a tutti. Loro sono rammaricati e addolorati per quanto succede, preoccupati e impauriti di ciò che si potrà pensare di loro. Vede, dovremo imparare a non parlare per sentito dire, dicendo cose che non conosciamo con frasi già precostituite. Non bisogna condannare perché condannando si toglie la dignità e io dico loro:-non perdete la dignità-Le racconto un episodio successo recentemente. Alcuni lavoratori hanno riparato il tetto di un vano della Parrocchia. Quando ho chiesto la spesa mi hanno detto: -Noi siamo musulmani,- io non lo sapevo- Non abbiamo mai pensato di chiedere soldi per la casa di Dio».

Cosa pensa del fatto che Cerveteri accoglierà i profughi secondo le disposizioni governative?

«La preoccupazione è che non so se saremo all’altezza. Ma subito dopo mi dico che se sono stato accolto io, non posso non accogliere gli altri. Se da una parte quindi posso essere spaventato dall’altra quindi mi obbligo a farmi coraggio, perché la diversità è una ricchezza per tutti. Dobbiamo accoglierli salvaguardando la loro dignità, gettando le basi di una sana convivenza nel rispetto del loro dramma».

L’augurio che da a tutti?

«Io voglio dare due grandi auguri. Il primo è di uscire dall’indifferenza.

Essere presenti. Il secondo, più forte, è che la presenza dia la possibilità di amare. Quell’amore che il Cristo dà con la Pasqua. Ma per amare bisogna essere liberi. Quindi un augurio di amore e di libertà».

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