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Nuova vita per le campane di San Francesco di Paola

Nuova vita per le campane di San Francesco di Paola

CIVITAVECCHIA – Sono state benedette e chiamate a nuova vita sabato scorso, prima dell’inizio della solenne Veglia Pasquale e in coincidenza con il sesto centenario della nascita del Santo eponimo (Paola, 27 marzo 1416), le due campane della chiesa di San Francesco di Paola, già istallate sul campanile della chiesetta costruita all’inizio del XVIII sec., in onore del Paolano, dal console di Francia Stefano Vidau.

“Entrambe portano i drammatici segni degli eventi bellici del 1943-1944 che non solo compromisero la purezza del loro suono e provocarono la dispersione di uno dei battagli, ma seminarono nella città e nel popolo di Civitavecchia immani distruzioni e lutti – ha ricordato lo storico Carlo De Paolis – con il passaggio del culto nell’attuale parrocchiale (1964) esse, non essendo utilizzabili nella struttura campanaria annessa, furono esposte in sacrestia come beni storici e artistici. La nuova collocazione dentro la chiesa vuole richiamarne il valore simbolico di continuità della vita di una Città duramente oltraggiata e tuttora protesa a recuperare la propria identità. La campana maggiore, fusa nel 1590, proviene dalla chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte affidata nel 1585 ai Padri Minimi e completamente ricostruita tra il 1612 e il 1700. Sul nuovo campanile, realizzato dal Borromini, furono montati nuovi bronzi in linea con gli elementi decorativi della Roma barocca e quelli antichi furono utilizzati in altri edifici di culto tra cui la chiesetta civitavecchiese dedicata al Paolano. Questa campana ricorda in modo particolare la collaborazione prestata dai Padri Minimi alla nascente comunità dei devoti civitavecchiesi. L’altra campana fu realizzata nel 1606 per il primitivo cenobio francescano di Civitavecchia, eretto dai Minori Conventuali all’esterno delle mura del Sangallo alla fine del sec. XVI. Lo strumento seguì i religiosi quando si trasferirono dentro le mura cittadine, nella chiesa di San Francesco di Assisi consacrata nel 1630 (attuale Cattedrale); chiesa che tra il 1769 e il 1782 fu demolita e ricostruita per iniziativa di papa Clemente XIV il quale donò anche “due cannoni di fino metallo, detto di Corinto, acciò questi fossero fusi per le campane”. L’antico bronzo, non trovando posto nel rinnovato tempio francescano – ha concluso De Paolis – fu destinato a completare la dotazione campanaria della chiesetta di San Francesco di Paola. Questa campana, oltre a testimoniare l’influenza dei Francescani nello sviluppo della venerazione del Paolano, ha anche il pregio di essere la più antica tra quelle fuse per un luogo di culto di Civitavecchia (1606)”.

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