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''Sono sceso tra i rovi per ritrovare il corpo''

''Sono sceso tra i rovi per ritrovare il corpo''

Parla il dipendente dell’Autorità portuale Gianni Marinucci, che per primo si è fermato sull'Aurelia per soccorrere i ciclisti investiti

CIVITAVECCHIA – Le agenzie di stampa “battono” la notizia che tra i primi a soccorrere i ciclisti feriti c’era anche, il comandante della polizia municipale di Roma, Raffaele Clemente, che transitava su via Aurelia. Ma prima di lui, immediatamente dopo l’impatto, è stato Gianni Marinucci, dipendente dell’autorità portuale di Civitavecchia, ad intervenire.

«Ho visto le auto inchiodare davanti a me e spostarsi sulla destra. L’ho fatto anche io e sono sceso, andando incontro al luogo dove sentivo i lamenti. La scena era agghiacciante: le biciclette erano un cumulo di ferraglia, c’erano persone riverse a terra, sangue ovunque. Abbiamo iniziato a dare assistenza, quando una persona che si era fermata proveniente dal lato opposto ci ha detto di cercare meglio, perché lui aveva visto qualcuno letteralmente “volare” oltre il guard-rail. Allora – prosegue Marinucci – ci siamo sporti verso il dirupo, ma non abbiamo visto nulla. Ho deciso di scendere giù, e con attenzione mi sono calato verso i rovi. E’ li che ho trovato Roberto, con i denti rotti e con il sangue in bocca. Respirava a fatica, sistemato com’era a testa in giù, in mezzo ai rovi. Gli ho tenuto aperta la bocca per aiutarlo a respirare un po’, e all’inizio era praticamente incosciente. Solo dopo qualche minuto, in attesa che arrivasse l’eliambulanza, ha iniziato a riprendere conoscenza. Aveva dolori dappertutto, ma si lamentava principalmente della gamba, non del resto. Era cosciente quando lo abbiamo tirato su, e per questo pensavo, speravo che la sarebbe cavata. La notizia della sua morte mi ha riempito di tristezza».

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