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Coop lancia ‘‘Buoni & Giusti’’

Coop lancia ‘‘Buoni & Giusti’’

L’iniziativa di frutta e verdura etica coinvolge tutti i fornitori nazionali e locali

Frutta e verdura fresca con la garanzia di una produzione etica lungo tutta la filiera, all’insegna della responsabilità sociale, ma anche della qualità. Sono le due parole chiave sulle quali Coop scommette da anni e che sono il presupposto della nuova campagna ‘Buoni e Giusti Coop’ contro il caporalato, il lavoro nero, le illegalità in generale e le contraffazioni che assediano il settore agroalimentare. A presentarla al Mipaaf sono stati il presidente di Coop Italia Marco Pedroni e il presidente Ance-Coop Stefano Bassi in una conferenza stampa cui ha partecipato anche il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.
L’iniziativa coinvolge tutti gli 832 fornitori di ortofrutta (nazionali e locali), che operano con oltre 70.000 aziende agricole, del marchio che conta 1.100 punti vendita e oltre 8 milioni di soci consumatori. Una campagna fatta di atti concreti più che di parole e che si muove su tre assi. In primo luogo una serie di interventi importanti concentrati sulle filiere individuate come le più critiche, inoltre azioni e controlli sul campo e in parallelo iniziative di supporto a carattere sociale. Inoltre, la campagna di comunicazione sarà massiccia per un anno, a partire dal prossimo fine settimana su quotidiani nazionali e locali, in tutti i punti vendita con locandine e folder e sul canale Youtube con una infografica. Coop ha individuato 13 filiere ortofrutticole più esposte ai rischi di illegalità e dove più frequentemente emergono episodi di sfruttamento dei lavoratori; con una pianificazione degli interventi che tiene conto della stagionalità si attueranno controlli sulla filiera degli agrumi, per poi proseguire con le fragole, i pomodori, i meloni, le angurie, l’uva, le patate novelle e altri 5 ortaggi di largo consumo.
Coop ha intensificato i controlli ed i primi dati che hanno coinvolto tutti i fornitori e un terzo delle aziende agricole della filiera degli agrumi (clementine e arance Navel) su tre regioni, Calabria, Sicilia e Puglia sono comunque incoraggianti: nessuna segnalazione di gravi non conformità (caporalato, lavoro nero o casi di discriminazione), sono state invece individuate problematiche relative a norme di sicurezza disattese su cui è stato chiesto un pronto intervento. I prossimi controlli riguarderanno le fragole e il pomodoro ciliegino. Anche se il fenomeno del caporalato è esteso una vera e propria emergenza sociale, stando agli ultimi dati ancora oggi qualcosa come 400.000 lavoratori, stranieri nell’80% dei casi, sono vittime di sfruttamento e di questi 100 mila in condizione di grave sfruttamento.
«Stiamo combattendo il caporalato e il lavoro nero con strumenti innovativi e attraverso una collaborazione di squadra tra istituzioni, imprese e associazioni ancora più stretta di quanto sia stato fatto fino ad ora”, ha sottolineato il ministro Martina. «Il nostro impegno su questo versante è decennale, siamo stati i primi in Europa a certificarci secondo lo standard etico SA8000 ma, a fronte di una situazione critica e drammatica che getta sempre più ombre sul cibo che arriva sulle nostre tavole, vogliamo rilanciare», ha spiegato Pedroni. Il rischio è che l’impresa ‘cattiva’ scacci quella buona e che la ricerca del prezzo più basso possibile faccia a pugni con i diritti delle persone. ‘Buoni e Giusti Coop’ vuole essere un apripista per intervenire concretamente in tema di illegalità.

Maurizio Marrale

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