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Barbaranelli: "Traiano, il Comune esce di scena"

Barbaranelli: "Traiano, il Comune esce di scena"

L'ex sovrintendente giudica grave quanto deciso dall'amministrazione comunale: "Il teatro è stato dato in gestione all'Atcl: dopo oltre un secolo e mezzo di gestione pubblica si è creato uno strappo violento con una operazione sotterranea"

CIVITAVECCHIA – “Il nostro teatro è stato dato in gestione all’Atcl, associazione sicuramente meritoria, che ha sempre collaborato con il teatro, ma senza mai avere la responsabilità diretta che ora invece ha, al punto di scegliere il personale da utilizzare e i programmi di attività. Il Comune esce di fatto di scena, non è più l’interlocutore primario. Rimane il proprietario della struttura. Dopo oltre un secolo e mezzo di gestione pubblica, con una operazione sotterranea, senza alcun passaggio né negli organi istituzionali né nel confronto diretto con la cultura cittadina, si è realizzato uno strappo violento”.

È questa la lettura dell’ex sovrintendente del Traiano, Fabrizio Barbaranelli, all’operazione messa in atto dall’amministrazione comunale sul teatro cittadino. Il lavoro e le novità per la prossima stagione, presentate nei giorni scorsi e che vedono come figure di riferimento Enrico Maria Falconi e Davide Tassi, nascondono, a detta di Barbaranelli, proprio questo affidamento che definisce come “questione grave. Non si cerchi di minimizzare, di mescolare le carte, di confondere con acrobazie dialettiche – ha sottolineato – se si è con la serena coscienza di aver bene operato, si affronti pubblicamente questo argomento e si dica la verità. Questa è la questione, non il valore o i criteri di scelta degli incaricati. Questo è il cuore del problema, il centro di una operazione che mai nessuno ha compiuto in precedenza perché nella città è forte la convinzione che il Teatro deve essere di Civitavecchia e che i centri decisionali dei programmi, della gestione del personale, della programmazione, debbono rimanere alla città e non trasferirsi a Roma”.

E per Barbaranelli la cosa non finirà certo qui. “Tornerò su questa questione – ha infatti aggiunto – ora mi interessa soltanto evidenziare come sia fuorviante incentrare l’attenzione, peraltro in modo ingeneroso e in qualche caso strumentale, su problemi che sono ai margini di una scelta che considero molto grave. E mi interessa anche sollecitare una discussione, che avrebbe dovuto esserci a monte della decisione, da parte di chi si occupa di cultura e di chi considera il Teatro Traiano una struttura importante per la crescita della nostra città”.

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