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I legali: "Pronti a fare chiarezza"

I legali: "Pronti a fare chiarezza"

Darsena Traghetti. Gli avvocati difensori dei sedici indagati nel procedimento per la realizzazione dell'infrastruttura a nord dello scalo al lavoro per produrre memorie a sostegno delle proprie tesi. Venti giorni di tempo, ma verranno chieste proroghe: da studiare complessivamente oltre 20.000 pagine

CIVITAVECCHIA – Sono già al lavoro da questa mattina gli avvocati difensori dei sedici indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla Darsena Traghetti e Servizi ed al prolungamento dell’antemurale del porto di Civitavecchia. Tra la giornata di ieri e quella di oggi, infatti, sono stati notificati tutti gli avvisi di conclusione indagine alle sedici persone coinvolte; tra queste anche i vertici dell’Autorità Portuale, unitamente ad alcuni dirigenti e funzionari dell’ente, oltre a responsabili della direzione lavori, delle imprese e delle ditte subappaltatrici.

Le difese avranno ora venti giorni di tempo per decidere se far sottoporre i propri assistiti a nuovi interrogatori e per presentare delle memorie difensive utili a ricostruire dal loro punto di vista la vicenda, cercando di ribaltare le tesi accusatorie. Nel frattempo possono avere accesso a tutti i documenti e gli elementi raccolti dalla magistratura nel corso delle indagini. Si tratta di una documentanzione molto corposa, con il fascicolo composto da oltre 20 mila pagine. Come anticipato dall’avvocato Andrea Miroli, che assiste il commissario straordinario Pasqualino Monti e gli altri rappresentanti dell’ente, verrà per questo motivo richiesta una proroga. «Siamo pronti – hanno spiegato gli avvocati – a fare chiarezza sulla vicenda».

«È una indagine molto tecnica – ha sottolineato l’avvocato Miroli – e per questo ha bisogno di un approfondimento particolarmente impegnativo, rimanendo convinti della bontà dell’operato dell’ente. Ci affideremo ad una nostra consulenza volta a contraddire le censure del perito nominato dal pubblico ministero, affronteremo nuovi interrogatori e depositeremo la nostra memoria difensiva». Diverse, come già spiegato, le posizioni del commissario straordinario Pasqualino Monti, chiamato in causa come responsabile legale dell’ente e che deve rispondere di falso ideologico, quella del responsabile unico del procedimento, il segretario Maurizio Ievolella, e quella ancora dei funzionari e dirigenti dell’ente. Come diversi sono i ruoli e le contestazioni per gli altri indagati, con reati che vanno dall’inadempimento di contratti di pubbliche forniture alla frode nelle pubbliche forniture. «Approdonfiremo tutta la questione, con un fasciolo piuttosto corposo – ha spiegato l’avvocato Pier Salvatore Maruccio, difensore insieme a Francesca ed Alessandro Maruccio di tre degli indagati – e vedremo come agire».

Dello stesso avviso anche l’avvocato Daniele Barbieri, legale di due imprenditori indagati e che devono rispondere di truffa per la questione legata al materiale utilizzato per il riempimento dei cassoni. «È vero che l’incidente probatorio non si è chiuso – ha ricordato – con il gip che non ha concesso la proroga richiesta dal perito, ma dalle attività di indagine e in base a quanto prelevato nel corso degli accertamenti, non è vero che il materiale non era idoneo e lo dimostreremo. Presenteremo quindi una nostra memoria difensiva, richiamando di fatto gli interrogatori resi nell’imemdiatezza dei fatti». Una indagine questa che, inevitabilmente, va ad intrecciarsi con il filone che ha visto, la scorsa settimana, emettere due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per l’ex sindaco Giovanni Moscherini e per il suo assessore Enzo De Francesco. Filone nato proprio dall’inchiesta sui lavori al cantiere della nuova darsena.  

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