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Inammissibile il ricorso della ditta Eusepi

Inammissibile il ricorso della ditta Eusepi

SCUOLABUS. Il Tar del Lazio ha dato ragione al Comune di Tarquinia per l’accesso agli atti

TARQUINIA – Il Tar del Lazio dà ragione al Comune di Tarquinia e respinge il ricorso presentato della ditta Eusepi per l’accesso agli atti. La ditta Eusepi è stata anche condannata a pagare 1.500 euro di spese di giudizio.

I giudici del tribunale amministrativo hanno ritenuto che essa «non rivesta una posizione differenziata e qualificata, correlata a specifiche situazioni rilevanti per legge, tale da giustificare e, dunque supportare la richiesta di accesso agli atti».

«Eravamo certi che il tribunale ci avrebbe dato ragione. – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – Ci siamo sempre comportati con la massima correttezza e trasparenza. Di fatto il tribunale ha riconosciuto le nostre ragioni». Nella sentenza si legge che «per quanto attiene alla gara per il servizio di scuolabus bandita dal Comune di Tarquinia – la quale è sfociata nel provvedimento di aggiudicazione a favore della contro-interessata Turismo Fratarcangeli Cocco – la ricorrente risulta posizionata soltanto al “terzo posto in graduatoria” e, dunque, non risulta affatto comprovato che, in esito del venir meno di tale affidamento, la ricorrente subentrerebbe alla contro-interessata e, anzi, si è indotti ragionevolmente a rilevare che una soluzione di tal genere comporterebbe esclusivamente un “vantaggio” per la società classificatesi al secondo posto della graduatoria».

Inoltre, «la ricorrente riconduce – in verità – il proprio interesse all’acquisizione dei documenti richiesti alla circostanza che la stessa gestisce il “servizio di trasporto pubblico locale” e dunque alle “astratte ricadute che una non corretta gestione del servizio di trasporto scolastico potrebbe avere su quello in gestione alla predetta”. Al riguardo non è possibile esimersi dall’evidenziare che si tratta di considerazioni del tutto ipotetiche ed eventuali, inidonee – in quanto tali – a comprovare la sussistenza di un interesse all’accesso ai documenti di cui si pretende la visione che, oltre a essere differenziato, sia qualificale come concreto e attuale».

Manuela Busnengo

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