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''Nessuna categoria è stata convocata''

''Nessuna categoria è stata convocata''

Il presidente Assobar entra nel merito dell’approvazione del nuovo regolamento Tari. Marco Nica: «L’amministrazione non vuole sapere nulla delle esigenze dei commercianti»

LADISPOLI – Il nuovo regolamento Tari, ancora da approvare, non va giù neanche al presidente di Assobar Marco Nica.

«Prendiamo consapevolezza del fatto che l’amministrazione comunale delle esigenze dei commercianti non ne vuole sapere niente» ha dichiarato il presidente.

«Nessuna categoria è stata convocata (come invece prevede la normativa) per la stesura del nuovo regolamento TARI – commenta Nica – C’è da dire tra l’altro che neanche ci avevano avvertito di un nuovo regolamento che sostituisce quello esistente. Molti commercianti si sono organizzati ad inizio anno in base al regolamento ancora in vigore datato luglio 2015, ma siamo venuti a conoscenza del nuovo regolamento nella seduta di consiglio comunale del 31 marzo e per fortuna grazie al suggerimento del consigliere Grando l’amministrazione ha capito l’importanza di confrontarsi con le categorie che producono i rifiuti speciali, cioè commercianti e artigiani ed imprese».

 

«Molti i punti da chiarire nel nuovo regolamento tari 2016 – afferma il presidente Assobar –

Sinceramente pensavamo che l’amministrazione nel decidere le sorti e le tariffe da adottare legate alla categoria dei rifiuti speciali ci avrebbe chiamato in causa almeno nella fase istruttoria».

«Sia chiaro ognuno è padrone di fare ciò che vuole e prendersi le responsabilità delle sue azioni, ma poi non si venga a dire che i commercianti o almeno una parte (quella che non usufruendo del servizio comunale , sta smaltendo il rifiuto a proprie spese e non alle spalle dei cittadini ) , sono dei disfattisti e confusionari» afferma il presidente Assobar.

«Il comportamento – conclude Nica – ambiguo ed arrogante del 2015 a gia portato a risultati assurdi , tra cui il mancato pagamento della TARI da parte dei commercianti per colpa del comune che non sa cosa fare con lo sconto e relativo ammanco finanziario nel bilancio comunale. Inoltre l’amministrazione ha fatto sì che si distinguessero due categorie di commercianti una che si è pagata, e si paga da sola lo smaltimento e che ha diritto allo sconto secondo normativa e una che ha usufruito del servizio comunale non pagando lo smaltimento (per i iniziativa del comune) creando un danno erariale a tutti i cittadini (sia chiaro non per colpa dei commercianti che ovviamente si sono fidati del comune) e che non hanno diritto in questo caso allo sconto»

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