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Disabile morto dopo il pestaggio: ridotta la condanna in appello

Disabile morto dopo il pestaggio: ridotta la condanna in appello

Otto anni e otto mesi di carcere per omicidio preterintenzionale

LADISPOLI – Condanna ridotta in appello per uno dei tre giovani accusati della morte di Maurizio Antonelli, il disabile di Ladispoli deceduto 24 giorni dopo una violenta aggressione subita nei pressi di un pub della località balneare a nord di Roma.

La terza Corte d’assise d’appello ha inflitto 8 anni e 8 mesi di reclusione ad Antonio D’Auria, romano di 30 anni, per l’accusa di omicidio preterintenzionale, respinta anche la richiesta di concessione degli arresti domiciliari.

In primo grado, il giovane era stato condannato a 13 anni di carcere dalla terza Corte d’assise; la riduzione oggi disposta in appello è stata motivata col fatto che i giudici hanno adesso ritenuto giustificata la richiesta di giudizio abbreviato già proposta da D’Auria e respinta dal gup.

Era la notte del 3 novembre 2013 quando Antonelli (disabile al 100%) fu aggredito, colpito violentemente con calci e pugni. Futili i motivi alla base dell’aggressione: secondo quando al tempo si apprese, per passare sul marciapiede, il giovane aveva chiuso lo sportello di una vettura e la cosa aveva provocato la reazione di alcuni giovani.

Dopo qualche giorno di cure in casa, Antonelli cominciò a lamentare forti dolori e chiese al padre di portarlo in ospedale, dove fu sottoposto a intervento chirurgico, posto in coma farmacologico e dichiarato in pericolo di vita.

Episodio questo che, qualche giorno dopo, portò il padre dai carabinieri per indicare l’identità degli aggressori del figlio, da lui stesso confidati nonostante la reticenza per paura di ritorsioni. Il 28 novembre 2013, Maurizio Antonelli morì.

Per questo stesso fatto è in corso, in appello, anche un secondo processo nei confronti di altri due giovani, nei confronti dei quali è stato riaperto il dibattimento per l’affidamento di una perizia. Condannati in primo grado dal gup di Civitavecchia a 11 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno, fra tre giorni ci sarà la sentenza d’appello.

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