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Il Mattei rivive la Diaz durante gli scontri del G8 di Genova

Il Mattei rivive la Diaz durante gli scontri del G8 di Genova

Il 7 aprile lo spettacolo ‘‘Incubo di una notte di mezza estate ovvero radiocronaca di una tortura’’. Il regista: «Nulla di filtrato. Solo le informazioni e le testimonianze delle vittime di quella notte»

di FABIO PAPARELLA

 

A Cerveteri giovedì 7 aprile alle ore 21, presso l’Auditorium dell’I.S.I.S Mattei andrà in scena uno spettacolo dal forte impegno sociale: ‘‘Incubo di una notta di mezza estate ovvero radiocronaca di una tortura’’, regia di Emanuele Bilotta. Il 7 aprile nemmeno a farlo apposta ricorrerà il primo anniversario della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione. Il provvedimento arrivò in relazione al ricorso di una delle vittime del blitz della polizia nella scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001, nei giorni del G8 di Genova. I giudici di Strasburgo affermarono l’inadeguatezza della legislazione italiana rispetto agli atti di tortura e che, in quel caso, di tali atti si è trattato. Lo spettacolo va a toccare una ferita aperta nella memoria recente del paese.

«Ho sempre seguito con attenzione la vicenda, ma a un certo punto mi capita di ascoltare delle registrazioni di Radio Popolare Brescia, note per chi è stato coinvolto nel processo o per chi l’ha seguito nel dettaglio, ma sconosciute per chi si è fermato alla comunicazione dei mass media tradizionali. In queste registrazioni si sente tutta la diretta di quella notte dall’ingresso della polizia nella scuola in poi, con tutto il delirio che c’è stato dopo» spiega Emanuele.

«Non è un segreto – spiega il regista – che siano state colpite a manganellate persone che nulla c’entravano con i black bloc, tra cui diversi giornalisti. E non è un caso che abbiano scelto di fare quel blitz proprio dove c’era la sede del Genoa Social Forum, ossia dove si concentravano tutti gli organi di stampa e si erano raccolte le informazioni durante quelle giornate. Lo spettacolo si basa su niente di filtrato, ma sulle sentenze e le dichiarazioni raccolte nel corso dei tre gradi di giudizio, sulle testimonianze delle vittime e sulle registrazioni».

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