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Moscherini-De Francesco: attesa per il Riesame

Moscherini-De Francesco: attesa per il Riesame

CIVITAVECCHIA – È attesa per la giornata di oggi la decisione del collegio del Tribunale del Riesame di Roma a cui si sono rivolti gli avvocati difensori di Giovanni Moscherini ed Enzo De Francesco per chiedere la remissione in libertà dei due, o comunque una modifica della misura cautelare.
Gli ex amministratori, infatti, sono agli arresti domiciliari da due settimane, con l’accusa di tentata estorsione e minacce nei confronti del commissario straordinario dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti e del segretario generale dell’ente Maurizio Ievolella.
Gli avvocati Carlo Taormina, Pierluigi Bianchini e Matteo Mormino hanno discusso ieri mattina nell’aula di piazzale Clodio a Roma nel corso dell’udienza alla quale era presente solo l’ex sindaco Moscherini, con De Francesco a casa dopo il malore dei giorni scorsi. Moscherini ha reso anche ulteriori dichiarazioni, rispetto al’interrogatorio della scorsa settimana di fronte al gip Massimo Marasca che ha rigettato poi le richieste degli avvocati.
Depositate anche delle memorie difensive, attraverso una corposa documentazione, a sostegno delle tesi portate avanti per ribaltare, di fatto, le accuse mosse dalla Procura e che, su richiesta del pm Lorenzo Del Giudice, hanno portato ad emettere le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari del 17 marzo scorso.
Il pool difensivo ha quindi ripercorso quelli che sono i nodi dell’ordinanza, andando a contestare i diversi punti, ripresentando – così come fatto al Tribunale ordinario – quella interpretazione differente della vicenda che, secondo i legali, serve a chiarire come starebbero realmente le cose.
Come già sottolineato davanti al giudice per le indagini preliminari, inoltre, è stata messa in evidenza la mancata attualità della misura cautelare rispetto ai fatti contestati: sulle ‘‘contraddizioni temporali’’, così le hanno definite, hanno infatti fatto leva i legali, ricordando che l’ipotetica tentata estorsione risale al 2013, ben tre anni prima dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.
Bisognerà quindi attendere per capire se i tre legali abbiano ‘‘convinto’’ o meno il collegio  e vedere quindi se il Riesame deciderà di annullare, riformare o confermare l’ordinanza firmata dal giudice Massimo Marasca.

Giuliana Satta

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