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Moscherini: "Sono vittima di un'ingiustizia"

Moscherini: "Sono vittima di un'ingiustizia"

L'ex sindaco, dopo due settimane di arresti domiciliari e a seguito del pronunciamento del Riesame, dà una propria lettura delle vicenda che lo ha coinvolto. "Adesso voglio la verità"

CIVITAVECCHIA – Una conferenza stampa da protagonista, accolto dai suoi sostenitori; accanto solo l’avvocato Pierluigi Bianchini. Per l’ex sindaco Giovanni Moscherini, agli arresti domiciliari per due settimane con l’accusa di tentata estorsione e minacce nei confronti dei vertici dell’Authority e libero da ieri, a seguito della decisione del Tribunale del Riesame di Roma, è stata l’occasione per fornire una propria interpretazione della vicenda che lo ha visto coinvolto insieme ad Enzo De Francesco, anche lui libero ma assente oggi.

«Quando è arrivato l’annullamento dell’ordinanza del gip, con l’immediata cessazione della misura cautelare – ha spiegato Moscherini – mi sono sentito rinascere dentro, dopo una ingiustizia che sono convinto di aver subito. Adesso voglio la verità». Secondo Moscherini l’ultima inchiesta giudiziaria che lo vede coinvolto farebbe parte di una lunga serie di attacchi; tanto da aver ripercorso una storia iniziata nel 1999, tra processi ed assoluzioni, passando dalla morte di O’Connor (l’americano finito in mare con l’auto al porto) fino al cosiddetto Cubagate.

«Sono sicuro che verrò assolto anche stavolta – ha garantito l’ex sindaco – non sono riusciti a spaventarmi, ma voglio la verità. E questo perché i miei successi professionali e gli affetti sono stati distrutti in tre secondi». Poi una lunga serie di domande, a cui Moscherini vuole risposte. «Chi c’è dietro tutto questo? – si è chiesto – cosa ho fatto di male? Una presunta vendetta ma per cosa? Non ho mai ricattato nessuno, non lo farei mai neanche al mio peggior nemico». Neppure, a suo dire, agli attuali vertici dell’Authority e in particolare al commissario Monti, con il quale, lo ha ribadito, c’era un rapporto di piena fiducia, quasi di ‘‘padre e figlio’’. Un legame che oggi si è rotto. «Le accuse poi – ha aggiunto Moscherini, ribadendone l’infondatezza – sarebbero riferite ad un periodo, il 2013, dove non c’era alcun dissapore tra noi. Semmai oggi sono stato tirato in ballo in questa vicenda come una foglia di fico per coprire altro».

E torna a fare riferimento al documento della Corte dei Conti e alla relazione del Mef «sulla gestione di Molo Vespucci. Mi sono permesso – ha aggiunto – di dire che certe cose andavano aggiustate. La risposta a tutto questo è stato il mio arresto. Come la risposta ai problemi della darsena è stata la mareggiata che ha messo in evidenza i problemi dei lavori». Perché Moscherini è tornato sulla questione della cava e della pietra utilizzata, questione al centro dell’inchiesta. Chiarendo da un lato il suo rapporto di mediazione con la proprietà della cava sulla Tuscanese, con un contratto del 2013 da 2500 euro al mese con la possibilità di un 8% sul ricavo della vendita della cava stessa, che lui stesso ha definito esaurita, tirandosi indietro dall’incarico. Dall’altro ribadendo i dubbi sulla pietra utilizzata per la darsena. «La giustizia sta facendo il suo corso – ha sottolineato – ragioneremo sulle cose da fare nelle prossime settimane. Credo però che dietro tutta questa storia ci sia una operazione non solo territoriale e locale che verrà fuori da sola a breve». Nel frattempo Forza Italia ha reintregrato Moscherini nel ruolo di responsabile nazionale del Dipartimento Portualità ed Economia del mare, dopo la sospensione in via cautelare.

“La sentenza del Tribunale del Riesame di Roma favorevole a Giovanni Moscherini – ha spiegato responsabile nazionale dei Dipartimenti di Forza Italia Francesco Giro – fa cadere la necessità di una misura che il movimento di Forza Italia aveva tempesticamente adottato per tutelare l’immagine del Movimento politico e per consentire al dottor Moscherini di difendere i propri diritti senza dover subire alcuna forma di condizionamento e di pregiudizio. Ringraziamo a nome della presidenza di Forza italia il dottor Moscherini per la condotta irreprensibile tenuta in queste settimane per lui assai dure sul piano umano e personale. Ancora una volta ha dimostrato di essere un uomo tutto d’un pezzo che non si è fatto intimidire dalla cattiva sorte ma al contrario vi ha fatto fronte con rigore e con senso di responsabilità. Ora siamo certi che tornerà al lavoro al nostro fianco con maggiore entusiasmo e con il suo consueto e riconosciuto vigore”.  

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