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Cara: decideranno i parlamentari

Cara: decideranno i parlamentari

I consiglieri del Movimento 5 Stelle adesso attendono istruzioni da Roma. Cozzolino sempre più in difficoltà sulle scelte da fare: teme il Prefetto, non regge il confronto con la sua maggioranza

CIVITAVECCHIA – I conti non tornano per quanto riguarda la realizzazione di un Cara presso la caserma De Carolis.
E non tornano soprattutto in maggioranza, tra posizioni assunte sottobanco e clamorose marce indietro.
Una cosa è chiara: Alessandra Riccetti gli ospiti stranieri non li vuole. E  questo si è capito chiaramente, sia durante la riunione con i residenti della Braccianese, sia in consiglio comunale, quando, approfittando della presenza di pochi contestatori, ha fatto saltare il banco, sospendendo la seduta per inesistenti problemi di ordine pubblico e impedendo così l’approvazione della delibera legata alla realizzazione del Cara.
Ma è davvero l’unica a non volere l’hub che il prefetto Gabrielli è pronto a dare in dono a Civitavecchia, in alternativa a una tendopoli? Il Movimento 5 Stelle vorrebbe che fossero i parlamentari a togliere le castagne dal fuoco, tuttavia il problema è locale e sarebbe gradita un’assunzione di responsabilità da parte degli amministratori civitavecchiesi. I filantropi non mancano, ma tra i grillini sembrerebbero in netta minoranza.
 La maggior parte dei consiglieri infatti, il Cara alla De Carolis proprio non lo vuole, prescindendo dalle furbate della Prefettura che mesi fa, proprio mentre trattava col Comune sull’ospitalità alla De Carolis, nottetempo scaricava in un’anonima palazzina del viale altri extracomunitari, diciamo pure “fuori convenzione”, in virtù di accordi chiusi con un privato.
 Certo, il vero responsabile dell’attuale stato di incertezza che interessa la maggioranza, è il sindaco Antonio Cozzolino. Non dice no al Cara per paura di scontentare il Prefetto, neppure però si schiera a favore, poiché non è in grado di sostenere un confronto con la sua stessa maggioranza. Si tira a campare quindi, in attesa di perfezionare un accordo che a conti fatti a Civitavecchia non garantiva assolutamente alcun vantaggio dall’ospitalità data.
Il fatto poi di dovere attendere le istruzioni dei parlamentari, la dice lunga sullo spessore politico di alcuni consiglieri a Cinque Stelle.

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