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La passerella del referendum: non firmano, ma sono tutti per il sì

La passerella del referendum: non firmano, ma sono tutti per il sì

CIVITAVECCHIA – Circa un anno fa il gruppo “Possibile”, subito dopo essersi staccato dal Partito democratico seguendo l’esempio nazionale di Pippo Civati, cominciava la sua opera politica anche a Civitavecchia. Ex piddini del calibro di Bruna Luce, Chiara Ceccarelli, Menotti Demichelis e altri, si sono messi subito al lavoro, iniziando proprio dalla raccolta firme per i referendum, tra cui quello sulle trivelle. Insieme a tanti volenterosi come Enrico Paravani, Federico Cropani e altri, “Possibile” ha iniziato a girare la città con i suoi banchetti per la raccolta delle firme. Sotto il sole estivo, ma anche sotto la pioggia e il vento, “Possibile” ha continuato la propria azione politica, riportando un risultato di tutto rispetto per quanto riguarda il numero delle firme raccolte. Tantissimi i cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di referendum, tra cui molti esponenti politici (dalla destra alla sinistra, passando per il Movimento 5 Stelle). Ma, difficile da credere, non sono mancati “i grandi assenti”. Esponenti storici del mondo ambientalista, militanti di quei movimenti contrari al carbone, avventurieri perennemente predisposti alla creazione di associazioni utili alla collettività come il due di coppe quando regna bastoni, con sgattaiolanti acrobazie si sono furbescamente sottratti all’obbligo di firma. Obbligo politico-morale, ovviamente. Personaggi che, a pensarci bene, sono proprio coloro che adesso invitano la gente a votare (e certa stampa li incoraggia pure), tentando di mettere il cappello sull’indicazione di voto del  “Sì” al referendum sulle trivelle. Oggi li troviamo in prima linea, in conferenza stampa, pronti ancora una volta a dare suggerimenti ai cittadini. Personaggi che, non solo non hanno raccolto neppure una firma per consentire il referendum del 17 aprile, ma che neppure hanno offerto la loro, nascondendosi dietro le più assurde paraculate. Sempre in bilico, sempre pronti a saltare sul carro del vincitore. Il problema vero è che ai cittadini, vedendoli in prima linea (anche se si tratta di un bluff), viene spontaneo non andare a votare. Se non altro per non compiacere chi ormai è notoriamente in grado di perdere tutte le battaglie. Con questo articolo vogliamo tranquillizzare gli elettori: quello che sembra in realtà non è, il sì o il no al referendum sulle trivelle esula completamente da indicazioni dell’ultima ora. Votate secondo coscienza e soprattutto fregatevene delle passerelle che qualcuno ormai fa per mestiere.  

 

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