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Itff, chiuse le iscrizioni: giunte 700 opere da 63 nazioni

Itff, chiuse le iscrizioni: giunte 700 opere da 63 nazioni

CIVITAVECCHIA – Si sono chiuse ufficialmente alla mezzanotte del 3 aprile scorso le iscrizioni all’ International Tour Film Fest 2016 (ITFF2016) che ha visto anche ques’anno un boom di partecipanti.  700 opere iscritte da 63 nazioni così ripartite: 494 Fiction, 144 Documentari, 50 Animazione e 12 Promo turistici. A fare la parte del leone, come sempre è la Spagna con 215 iscrizioni, seguita dall’Italia con 103, ma anche  Francia con 64 e Germania con 41 sono ben rappresentate.  Interessante  la partecipazione dei paesi con i quali ITFF interagisce,  come la Corea del Sud, Polonia e Brasile presenti con oltre 100 opere totali, per finire con le partecipazioni uniche di paesi come Liba, Egitto e Bangladesh dove la guerra ed il fondamentalismo possono uccidere le persone ma non l’arte e la creatività.  Una concreta partecipazione da tutti i continenti  per un evento  ormai conosciuto ed apprezzato nel mondo.

“Le opere arrivate sono state in realtà di più – dice Piero Pacchiarotti, Presidente del Festival – ma abbiamo dovuto scartare quelle non in regola con la documentazione. Anche quest’anno avremo in gara opere importanti sia per il valore registico che per valore politico. Negli scorsi anni abbiamo avuto opere dall’Iran, paese  dove la liberta di pensiero  si può ancora pagare a caro prezzo e non a caso Amnesty International, da sempre partner del Festival,  si sta adoperando  per salvare dalla condanna il regista Keiwan Karimi, già nostro ospite al festival del 2012 , ma anche  opere provenienti dalla martoriata Siria, film arrivati con difficoltà in occidente con l’intento di far conoscere un dramma che già esisteva ma che ancora non era entrato nelle nostre case, e persino  un’opera dalla Mongolia incentrata sui drammatici  problemi fra Tibet e Cina di cui nessuna parla mai. Ebbene anche quest’anno abbiamo opere particolari e mi piace poterne segnalare una in particolare: “The neighbour” della regista saudita Nayla Al Khaja;  una donna che attraverso il cinema ha raggiunto quella liberta di espressione che ancora le donne del suo paese  non hanno. Prima donna degli Emirati Arabi Uniti ad intrapendere la carriera cinematografica, Nayla Al Khaja ha ricevuto attenzioni e riconoscimenti dai media internazionali come il Washington Post, NHK e BBC World. Laureata  in comunicazione di massa nel 1999 presso Dubai Women’s College,  ottiene nel 2005 il Bachelor  presso la Ryerson University in Canada in Moving Image Studies. Oggi ha una sua società di produzione D-SEVEN specializzata in cortometraggi , documentari, spot televisivi e video aziendali  e lavora con i giganti del settore come Mercedes , BMW , Vogue , Nike , Nivea , Gucci , Canon e LG , Discovery Studios”.  

Secondo Pacchiarotti da questi esempi si capisce subito la valenza culturale e l’apertura mentale “che queste opere – ha aggiunto – possono regalare alla nostra città ancora troppo chiusa in se stessa e che vede ogni giorno aumentare il  gap che la separa dal resto delle città più sviluppate. Unico evento internazionale di una città con tanti problemi, paradossalmente,  l’ ITFF si è ritagliato all’estero quella notorietà che ancora stenta a trovare in una città stanca che ama sprofondare nel pettegolezzo anziché rialzarsi con la cultura e i grandi progetti. Purtroppo, ad oggi  non c’è ancora nessuna base economica di supporto, essendo venuto meno anche il contributo della Fondazione Ca.Ri.Civ.  Attualmente abbiamo solo la location messa a disposizione dal comune che però non ha fondi disponibili ed ho personalmente scritto una mail a circa 50 aziende ed attività locali, ma senza alcun riscontro.  Mancano ancora molti mesi, sono sicuro che troveremo persone che amano Civitavecchia ed aiuteranno la propria città a realizzare al meglio  questo evento”.

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