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''Sulla questione trivelle poca informazione''

Intervento della ex candidata a sindaco Roberta Felici in vista del voto del 17 aprile

Intervento della ex candidata a sindaco Roberta Felici in vista del voto del 17 aprile

S. MARINELLA – L’ex candidata a sindaco Roberta Felici, sensibile alla tematica relativa alle trivellazioni del nostro mare, interviene per dire il suo punto di vista sul referendum in programma domenica prossima. «Un argomento molto poco trattato da chi avrebbe dovuto informarci – dice la giovane coordinatrice del gruppo politico Lazio in Movimento – rappresentante e risultato essere assai complesso quelle poche volte che ha avuto menzione nei dibattiti televisivi o sulla carta stampata. I partiti nazionali, o quel che ne resta, sono riusciti a spaccarsi anche su questo. Sezioni locali in contrasto con la linea tracciata dal partito a livello nazionale che non suggeriscono ai cittadini elettori alcuna indicazione di voto, come il Pd di Santa Marinella, altri che invece prendono una posizione per poi trovarsi al loro interno correnti avverse e contrarie. Veniamo chiamati per decidere, quindi votare su un qualcosa che non conosciamo minimamente, oltretutto la nostra costa non viene assolutamente contemplata e ci chiamano a votare su una questione spigolosa e cavillosa che non può ridursi a un semplice “questo è giusto e questo è sbagliato”. Il binomio “Si cioè scelta per l’ambiente” e “No sfruttamento di risorse”, è riduttivo, non rende l’idea e soprattutto non è veritiero. Può darsi anche sia così ma non possiamo sapere se far smettere di cercare ed estrarre idrocarburi liquidi e gassosi entro le 12 miglia marine al termine delle concessioni, è la scelta giusta. Però si ricordano di noi e ci fanno esercitare il sacrosanto diritto di voto, espressione massima della democrazia, solo per certi referendum. In un Paese in cui non possiamo scegliere il governo, in cui dobbiamo sottostare ad una legge elettorale indegna, in cui non possiamo esprimerci su importanti questioni etiche, ci chiamano a votare sulle trivelle”. “Per quanto mi riguarda – conclude la Felici – da oggi fino al 17 aprile continuerò a leggere, ad informarmi quanto più possibile per provare ad avvicinarmi a temi e concetti fino a ieri non conosciuti, ma soprattutto per cercare di capire quali potrebbero essere le ragioni del No e quali le ragioni del Si, se vale la pena andare a votare e, nel caso, cosa votare. Si, perché solo da autodidatta, utilizzando tutti i canali di informazione, si può. Del resto c’è ancora tempo e lo scandalo del ministro Guidi, l’ennesimo di questo pessimo governo, forse farà parlare di più dell’argomento e magari ci farà arrivare alla conclusione che mentre nella società civile i sostenitori degli opposti schieramenti dibattono e si scontrano ideologicamente con passione, i nostri governanti si aggiustano le loro questioni con emendamenti a proprio uso e consumo perché in Italia, si sa, si tira a campare e pure i Ministri tengono famiglia».

Gi.Ba.

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