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Licenziamenti Ingrande: futuro ancora incerto

Licenziamenti Ingrande: futuro ancora incerto

TARQUINIA – «False speranze». Di questo parlano i dipendenti del punto vendita Ingrande di Tarquinia alla lettura di alcuni interventi di Unicoop Tirreno nei quali si danno garanzie sui posti di lavoro per i dipendenti (circa ottanta) in mobilità a causa della chiusura di quattro punti vendita di ‘’Distribuzione Roma’’ Coop. Le dichiarazioni, riportate su diversi portali on line, lascerebbero sperare in una soluzione per i dipendenti dei supermercati di Tarquinia, Ariccia, Anagni e Ciampino, ma i lavoratori di Tarquinia nutrono forti dubbi, non avendo alcuna notizia ufficiale in merito.

Le rassicurazioni appaiono infatti confuse, in quanto si fa riferimento al «passaggio in franchising ad operatori privati di alcuni punti vendita», circostanza che, ribadiscono i lavoratori di Tarquinia, «non ci risulta riguardi il nostro caso. Chiediamo chiarimenti».

Per fugare ogni dubbio bisognerà, però, attendere almeno un’altra settimana, quando cioè si terrà l’incontro, richiesto dai lavoratori, e ancora non fissato, con i vertici dell’azienda e i sindacati, per avere risposte certe su una situazione che mette in seria difficoltà venti famiglie di Tarquinia.

Si parla di un possibile incontro per il 19 aprile, ma non ci sono conferme.

Intanto, per le venti famiglie, ad oggi, il futuro appare molto incerto. Ciò, nonostante l’impegno del vicesindaco Renato Bacciardi, promotore di tavoli tecnici di concertazione che si sono protratti per un anno. Tavoli che, a quanto pare, non hanno portato a risultati concreti, vista l’inaspettata comunicazione di fine marzo, da parte dei vertici dell’azienda, di chiudere il punto vendita di Tarquinia e di mettere in mobilità i lavoratori, dopo ripetute garanzie circa il mantenimento dei posti di lavoro.

Già a fine marzo i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione, ma i lavoratori tarquiniesi assicurano di essere pronti anche ad altro se non arriveranno le attese certezze di un riassorbimento, organizzando, se necessario, azioni di protesta anche eclatanti. (a.r.)

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