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Semi di Pace, presentato il progetto “Labirinto della Memoria”

Semi di Pace, presentato il progetto “Labirinto della Memoria”

Realizzato dagli studenti della classe IVA Geometri dell'IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, prevede l’installazione alla Cittadella di un vagone ferroviario al centro di un labirinto per ricordare le vittime della Shoah. L’inaugurazione il prossimo 17 giugno in occasione del X Meeting Internazionale “Esploratori di Valori”

TARQUINIA – Un luogo per ricordare le vittime della Shoah e far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente una tragedia che causò la morte di 6 milioni di persone. Con questo obiettivo, lo scorso 6 aprile, Semi di Pace ha presentato il progetto “Labirinto della Memoria”, che prevede l’installazione alla Cittadella, sede centrale dell’associazione, di un vagone ferroviario del 1935 (simile a quelli utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale per le deportazioni dirette ai campi di sterminio nazisti e messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato), al centro di un grande labirinto realizzato con siepi di alloro, che ospiterà un percorso della memoria, con foto, pensieri, citazioni di personaggi legati in vari modi alla Shoah. A dare vita al progetto gli studenti della IVA Geometri dell’IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia Federico Deidda, Alessio Pietrafesa, Azzura Bordi, Maicol Serafinelli, Nicola Nieddu, Matteo Marrocchi, Valerio Fiorentino, Muhamer Suljejmani, Matteo Sileoni, Michele Caria, Sharon Lai, insieme agli insegnanti Amalia Di Biagio, Stefano Grimignai, Graziano Mazzapicchio e Giovanni Locanto, in collaborazione con l’Associazione Progetto Memoria. Il monumento, con pochi eguali in Italia, verrà inaugurato il 17 giugno, giorno di apertura del X Meeting Internazionale “Esploratori di Valori”, e sarà visitabile tutti i giorni dell’anno da turisti, cittadini e studenti di tutte le scuole italiane. «Vogliamo offrire alla comunità un luogo della memoria della Shoah, – sottolinea Semi di Pace – per conoscere, non dimenticare e tramandare; per concorrere alla crescita formativa e umana di quanti visiteranno il monumento interattivo, soprattutto delle nuove generazioni; per aprire un dibattito e avviare percorsi di approfondimento sul tema degli “olocausti” del Novecento e di quelli in corso attualmente nel mondo».

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