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Una perizia calligrafica per incastrare il Burattinaio

Una perizia calligrafica  per incastrare il Burattinaio

Chiesta dall’avvocato Andrea Miroli che ieri a Mecenate Tv ha svelato altri retroscena: "Così volevano far dimettere Monti". La consulenza riguarda alcune lettere inviate da Anonimus all'allora presidente dell'Authority, contenenti anche appunti scritti a mano, poi utilizzati nella campagna di fango. LEGGI TUTTO

CIVITAVECCHIA – Anonimus presentò a Monti prove e riscontri di quanto gli ‘‘rivelava’’ sulla macchina del fango. 

Dopo aver avvisato l’allora Presidente delle manovre che il ‘‘Burattinaio’’ stava ponendo in essere per farlo fuori da Molo Vespucci, il ‘‘pentito’’ inviò a Monti il riscontro finale di quanto sarebbe avvenuto: una prova inconfutabile della veridicità di quanto da lui stesso rivelato a proposito dell’esistenza di un ‘‘comitato’’ composto da politici, giornalisti e sedicenti appartenenti alla massoneria, finalizzato a mettere in moto una campagna denigratoria e una attività di dossieraggio nei confronti di Monti, per impedirgli di essere riconfermato alla presidenza dell’Autorità Portuale. L’occasione utilizzata da Anonimus fu l’aggiornamento del piano tariffario di Port Mobility, approvato a luglio dello scorso anno dal Comitato Portuale. Una copia di quel piano, con una serie di appunti scritti a mano, poi puntualmente ripresi successivamente in alcuni articoli della campagna mediatica condotta contro Monti, viene inviata da Anonimus al Commissario dell’Authority, che subito la deposita in Procura. Di chi era quella scrittura, che annotava pensieri e considerazioni poi finiti sui media e in altri dossier?

Quello indicato da Anonimus era quindi veramente il regista di un piano che partiva da lontano e che non è da escludere che probabilmente,  vinta la battaglia del porto, avrebbe poi aperto altri fronti, apparentemente scollegati tra loro, ma in realtà facenti parte di un unico disegno del ‘‘Burattinaio’’?

Risposte che forse si potranno avere presto, grazie al lavoro della magistratura, al cui vaglio sono anche le lettere di Anonimus, via via depositate dal legale di Monti, l’avvocato Andrea Miroli (foto in alto a destra), che ieri è intervenuto in una trasmissione su Mecenate Tv. 

«Tutte le lettere di Anonymous – ha detto Miroli – sono state portate alla procura della Repubblica. Tra l’altro, visto che alcune missive presentano anche degli appunti scritti a mano, abbiamo disposto una perizia calligrafica per cercare di far luce sull’identità di questo Anonimus, e dell’autore degli appunti». Miroli ha ripercorso tutta la storia delle lettere anonime recapitate a Monti, anche prima di quelle di Anonimus che, invece, iniziò ad avvisarlo delle azioni contro di lui.  «Con una lettera anonima Pasqualino Monti fu invitato a dimettersi, altrimenti sarebbero state rivelate una serie di accuse relative all’acquisto di alcuni terreni, a prezzi eccessivi, da parte dell’Autorità portuale. La lettera arrivò nei giorni dell’inaugurazione del Marina Yachting, il 9 e 10 ottobre del 2014. Gli si chiedeva appunto di dimettersi per avitare di dover rispondere a quelle accuse sui terreni. C’era anche un dossier, pieno di omissis, che riguardava la faccenda».

«Monti – ha proseguito Miroli in tv – mi chiamò e, non avendo nulla da temere, concordammo di portare immediatamente la lettera e il relativo dossier alla procura della Repubblica. Qualche tempo dopo, quel dossier, questa volta senza gli omissis, arrivò a tutti i soggetti che istituzionalmente potevano avere un ruolo nella nomina o conferma di Monti. Fu mandato anche in procura con la firma di tre persone – che chiaramente non posso rilevare – ma che avrebbero poi detto di essere del tutto ignare della cosa». Si mise in moto una macchina del fango che  da allora non ha più smesso di funzionare.

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