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SeL: "Nel Pd vecchie oligarchie al comando"

SeL: "Nel Pd vecchie oligarchie al comando"

Sinistra Ecologia e Libertà commenta il documento approvato dal partito democratico definendolo "una narrazione tossica, velenosa e contraffatta ad uso e consumo di un partito sempre più insofferente per aver perduto il potere"

CIVITAVECCHIA – “Il documento del direttivo del Pd non è una narrazione sciatta come l’intervento dell’ex segretario che ha ridato fuoco alle polveri di una vicenda, vecchia ormai di quasi tre anni, utilizzando un fatto di cronaca nera politica. È una narrazione “tossica”, cioè velenosa e contraffatta ad uso e consumo di un partito sempre più insofferente per aver perduto il potere, non solo a livello amministrativo ma in quasi tutti i gangli delle cose che contano in termini economici, nel territorio.  Ed è una narrazione per serrare le fila e i ranghi tra iscritti e militanti che mai, salvo rari casi, chiedono conto alle fazioni dirigenti, quelle vere, quelle che sono plasticamente raffigurate nella fotografia pubblicata dai giornali, delle politiche fallimentari degli ultimi decenni”.

È questa la lettura che Sinistra Ecologia e Libertà fa del documento firmato dal Pd che “si consola con la teoria del complotto, del capro espiatorio che gli permette di non interrogarsi sul perché un partito, che si dichiara di sinistra, ritenga che battersi per l’acqua pubblica, contro la centrale a carbone, per uno sviluppo che non contempli servitù e consumo di suolo, per la trasparenza e la condivisione delle responsabilità, sia questione nana o ridicola. E allora – si chiede SeL – per cosa vale la pena battersi? Qual è il cemento che tiene insieme una comunità di uomini e donne impegnate in politica? Il potere, quello   per mettere gli uomini giusti al posto giusto, quello degli appalti da vincere o far vincere, quello delle clientele e dei posti di lavoro da distribuire ai clienti? Ci accusate di aver complottato con la destra per tutto il tempo che siamo stati in giunta. Siete sordi, ma ve lo ripetiamo un’altra volta. Quando l’ex sindaco ha capito che con Sel sarebbe stato difficile far passare il suo personale programma, non quello di tutto il centro sinistra concordato, ma il suo programma, ha dato inizio all’inciucio con la destra, facendo passare loro consiglieri nella maggioranza di centrosinistra”.

Un passaggio anche sulla figura dell’ex sindaco delle larghe intese Giovanni Moscherini, “parte del vostro album di famiglia, è stato persino vostro segretario in una delle tante forme che ha assunto il vostro partito fino a scolorire nella destra. Dice un membro del direttivo che alla vostra riunione era presente Scotti, il campione massimo del trasformismo cittadino – sottolineano ancora da SeL – quello che faceva l’assessore con De Sio, che ci ha regalato la centrale a carbone e profetizzava che i civitavecchiesi si sarebbero presto dimenticati di quell’obbrobrio. E d’altra parte, personaggi politici usi a servire vari padroni e a passare indifferentemente da destra a sinistra e viceversa erano nelle liste che appoggiavano Tidei alle ultime elezioni. Pensavate che sarebbero passati inosservati? Neanche quella sconfitta campale vi fa riflettere e interrogare. Non vi interessa sapere perché una città intera non ne ha potuto più di voi e ha preferito dare il consenso a gente di nessuna esperienza, e adesso sappiamo di nessuna capacità, piuttosto che rivedervi al solito posto. Vi siete dimenticati di Frascarelli di Forza Italia? Dopo essere stato per anni il campione del  centrodestra cittadino, eletto  con centinaia  di voti al consiglio comunale, all’improvviso divenne il vostro capogruppo durante l’amministrazione Saladini. E perché la defenestrazione di quel sindaco non desta scandalo? Eppure è anche frutto del vostro impegno. Allora chi è che si è accompagnato alla destra?”.

Secondo SeL c’è poi un argomento che è sintomatico di quello che viene definita “sindrome del potere perduto”: il porto. “L’enfasi con cui ne parlate e la reiterazione degli stessi argomenti – hanno aggiunto – ci fa capire quanto vi bruci essere estromessi dal suo controllo, dalle decisioni sul suo sviluppo e del suo funzionamento. C’è sempre stato in città un fronte del lavoro nel porto, intendendo con esso lo sviluppo di legittimi interessi legati ai traffici marittimi. Non destava scandalo quando la compagnia portuale ( ricordiamo agli immemori essere una cooperativa di lavoratori)  era governata da un iscritto del Pci o del Pds o quando all’autorità portuale erano nominati presidenti e segretari membri del vostro partito. Allora non parlavate di conflitto di interessi e di partito azienda. Il documento uscito dal vostro direttivo e approvato a maggioranza, col voto contrario della minoranza, non serve alla città, non serve a delineare una politica per essa. Ma ci svela che nulla è cambiato nel vostro partito – hanno concluso da SeL – le vecchie oligarchie sono saldamente al comando, mentre un piccolo gruppo di giovani “ timidamente ma risolutamente e disperatamente agogna il rinnovamento”.

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