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Trasversale, i comitati organizzano un incontro alla valle del Mignone

Trasversale, i comitati organizzano un incontro alla valle del Mignone

I cittadini chiamano a raccolta istituzioni e residenti per sostenere il percorso ‘‘viola’’. «Inadeguato il tracciato verde. Questo territorio è inserito in una zona a protezione speciale»

TARQUINIA – Il Comitato di Santa Maria sul Mignone, del Rachese e della Farnesiana intanto proseguono la loro battaglia in difesa del territorio e invitano i responsabili del Comune di Tarquinia, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, parlamentari, cittadini e giornalisti per sabato alle ore 12 presso l’Agriturismo Campo di Marta, via di Montericcio 1, Montericcio a Tarquinia. «In sintonia con l’amministrazione comunale – spiegano i comitati – ci battiamo per il completamento della superstrada lungo il percorso “viola” perchè di minore impatto complessivo per l’agricoltura, il turismo, gli insediamenti residenziali, ma soprattutto ambientale. Infatti, il progetto “viola’’ fu il primo ad essere sviluppato da Anas, trattandosi del percorso più conveniente sotto ogni punto di vista».

Il 9 settembre 2015 l’amministrazione del Comune di Tarquinia si è detta contraria al passaggio dell’ultimo tratto della superstrada nelle Piane del Mignone, come invece previsto dal progetto preliminare “verde” proposto dall’Anas. La posizione dell’amministrazione comunale di Tarquinia è stata subito condivisa all’unanimità dalle cooperative e dalle associazioni di categoria degli agricoltori.

«Chiediamo il rispetto di un territorio, di una città e dei suoi abitanti», ha dichiarato il sindaco Mauro Mazzola. Le principali criticità emerse sono tre: L’agricoltura: «Le Piane del Mignone – affermano i comitati – sostengono un fiorente settore primario. L’attuale suddivisione dei terreni in lotti di circa 5/10 ettari, eredità dei piani di bonifica e di sviluppo rurale degli anni Cinquanta, ha fatto nascere aziende di piccola e media estensione, che sarebbero danneggiate dalla realizzazione della superstrada e dalle opere complementari».

L’economia cittadina: «Il tracciato ipotizzato – proseguono – avrebbe una forte ripercussione negativa su Tarquinia: da un lato allontanerebbe il notevole flusso turistico che interessa soprattutto i siti archeologici etruschi – Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco – con pesanti conseguenze per le strutture turistico-ricettive; dall’altro aumenterebbero in modo considerevole i costi dei servizi primari sostenuti dai Comuni interessati dalla superstrada, come per esempio quelli del trasporto scolastico e dei servizi sanitari-ospedalieri».

La mobilità cittadina: «Ci riferiamo alla vessazione che i cittadini subirebbero per la mobilità – ricordano i comitati – a causa dall’assenza di uno svincolo vicino a Tarquinia. Inoltre, è necessario mantenere, con interventi di manutenzione e di messa in sicurezza, l’attuale tracciato della S.S.1bis Aurelia quale strada da destinare al traffico locale e percorso alternativo».

«Il 4 febbraio 2016, – incalzano i comitati di Tarquinia – una lettera di due “paginette” dell’ufficio tecnico regionale dichiara, senza il sostegno di un’adeguata valutazione tecnica, il percorso “viola” infattibile, smentendo se stesso. L’Anas invece non nega la fattibilità tecnica. Quindi sorge spontaneo chiedersi, chi ha ragione? Alla considerevole confusione di cifre sui costi delle varie opzioni viola, verde e blu, si aggiunge adesso il balletto delle due valutazioni tecniche contrastanti».

«Il 28 aprile è prevista la conferenza di servizi, in quella sede i partecipanti avranno purtroppo davanti una sola opzione: il percorso “verde». – lamentano i cittadini – Una decisione così importante non può essere dettata dalle contese tra i partiti o da alleanze improvvisate, nè dalle pressioni delle imprese e dell’Anas, nè da valutazioni tecniche ed economiche opache in cui la difesa del territorio non trova alcuno spazio».

«Oltretutto – aggiungono -senza la minima analisi obiettiva dei costi e dei benefici relativi ai vari percorsi sopracitati. Ci teniamo a sottolineare che questo Territorio è inserito in una grande Zona a protezione speciale (Zps), fatto che tutti ignorano. Noi non siamo per il “no” a tutte le opzioni, perché vogliamo che la superstrada venga completata. Tuttavia, siamo contrari ad aprire un nuovo asse di attraversamento, creando una ferita irreversibile nel territorio. Chiediamo che si approvi il percorso “viola”, che risulta essere il meno impattante». (a.r.)

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